Assemblea My Roma, Nela (SLO AS Roma): “Con il dialogo i tifosi torneranno” – VIDEO –

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

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Il suo insediamento a SLO  (Supporters Liason Officer), la figura che per regolamento UEFA deve rappresentare l’anello di congiunzione tra società, tifosi e istituzioni (ma non solo) non è avvenuto certo nel momento più facile della tifoseria romanista, alle prese, da inizio stagione, con la divisione delle curve imposta da Questore e Prefetto che ha portato a uno sciopero che attualmente rende lo stadio Olimpico un vero e proprio Deserto dei Tartari. Non ci sono bisogno di presentazioni per Sebino Nela, un nome che a Roma vale più di ogni didascalia.

La sua scelta di ricoprire il ruolo di SLO è senz’altro coraggiosa, e oggi si è presentato ai tifosi, al Teatro Ambra della Garbatella, alla presenza, peraltro, dell’Avvocato Lorenzo Contucci, storica spalla giuridica del tifo organizzato capitolino. Dopo la presentazione, l’ex terzino ha risposto a diverse domande poste dai presenti. Sulla volontà della società di riportare la curva allo stadio: “Ovviamente un club come la Roma non può fare a meno del patrimonio dei suoi tifosi. Noi vogliamo un grande ambiente, in cui la curva deve essere protagonista”. C’è chi, provocatoriamente, auspica, nel caso in cui le barriere non venissero rimosse, di giocare le partite interne a Perugia, Viterbo, Frosinone o addirittura Napoli o, più realisticamente, creare, da parte della società, un settore in Tribuna Tevere in cui fare il tifo. “A Napoli è meglio di no – ride – ovviamente ci sono tante cose da migliorare, cominciando dalle barriere, e su cui stiamo lavorando. Bisogna però fare il primo passo tra tifosi e istituzioni. Per la campagna abbonamenti, ad esempio, stiamo pensando ad alcune formule per agevolare i tifosi – risponde a chi fa notare come i prezzi siano tutt’altro che popolari – per quanto riguarda la riduzione del prezzo verrà proposto a chi se ne occupa”.

Punto cardine per risolvere il delicato problema delle barriere è certamente rappresentato dal rapporto con la Lazio, altra fruitrice dello stadio Olimpico. “Ci sono state diverse iniziative da parte delle due società – dice – sicuramente ognuno ha la sua strategia. Bisogna anche dire che altri si sono presi meriti che in realtà spettavano alla Roma. per far sì che le barriere vengano rimosse, c’è bisogno che i tifosi tornino ad affollare la curva, mostrando segni di maturità”. A chi ha puntato il dito contro alcune dichiarazioni rilasciate dopo Udinese-Roma, che stigmatizzavano il comportamento dei contestatari tifosi friulani, Nela risponde: “Non bisogna ingigantire le cose più di quello che sono. Io ho detto solo che bisogna scegliere una linea univoca, in cui la società sceglie o meno se andare sotto i propri tifosi”.

L’avvocato Contucci ha risposto a chi chiedeva quali fossero i passi in avanti fatti dalla questura. “Ovviamente nessuno più mettere nero su bianco che non ci saranno più multe per cambio posto e altre sanzioni simili, perchè esistono delle norme partorite da qualche mente folle. Diciamo che bisogna andare sulla fiducia, perchè Questura e Prefettura sono stanche di questa situazione e vogliono togliere le barriere per evitare ulteriori pressioni. Sicuramente – ammette – rispetto a qualche partita fa ora la situazione è più tranquilla, con i controlli che sono limitati alle classiche perquisizioni e non ricalcano situazioni grottesche come le partite contro Siviglia e Juventus, dove oltre a una condizione esterna evidentemente premeditata, anche all’interno i ragazzi subirono una sconsiderata repressione che portò a ben sessanta multe per cambio posto“.

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