Badelj: “Della Fiorentina mi piace tutto. Totti? Smettere di giocare è difficile”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

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Altro campionato di grandi prospettive per la Fiorentina di Paulo Sousa, che si trova a battagliare con la Roma per il terzo posto che significa preliminari di Champions League. Tra i volti positivi di questa gestione c’è senza dubbio il centrocampista Milan Badelj, che ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport dove parla di Viola e non solo. Si parte proprio dalla Fiorentina: “La Fiorentina è una squadra romantica. Noi giochiamo non solo per vincere ma anche per divertire. Insomma, siamo diversi, siamo speciali. Siamo una piccola opera d’arte in mezzo a monumenti che tutto il mondo ama. Ho un contratto fino al 2018 e della Fiorentina mi piace tutto. L’allenatore, i giocatori, lo staff, i tifosi. Non vedo un’altra squadra nel mio futuro”. Obiettivo la qualificazione alla Champions?: “Possiamo centrare questo traguardo che sarebbe fantastico vista la forza delle nostre rivali. Roma, Napoli Inter hanno grande potenza economica, ma sul campo non sono lontane. Il terzo posto è un traguardo concreto, non è un sogno”. La tua sul caso Totti: “Da fuori è impossibile giudicare. Smettere di giocare a calcio è difficile. Per i campioni e per i giocatori normali. Il nostro non è un lavoro, è un grande divertimento. Una passione unica. Solo Totti può decidere quando dire basta. Quest’anno Kobe Bryant, un altro numero uno al mondo, ha capito che era arrivato il momento di chiudere. Kobe mancherà al mondo del basket ma ‘quel giorno’ arriva per tutti”. Idolo? “Zidane. Poi, ho sempre seguito con grande attenzione il modo di stare in campo di Modric e XabiAlonso. Ma Zidane era Zidane. Tra gli italiani ammiro Pirlo, è stato un numero uno nel mondo. Mi piaceva anche De Rossi, ma due-tre anni fa. Oggi il centrocampista della Roma non è più a certi livelli. Il tempo passa per tutti. In serie A oggi i più forti sono i miei compagni di squadra Borja ValeroVecino. E’ facile giocare insieme a loro”. Su mister Sousa: “Avrei voluto vederlo in azione da calciatore. Era uno tosto, vero? Si capisce anche ora che ha cambiato abito. Il Sousa allenatore mi piace moltissimo. Ha idee. E ha grande forza dentro lo spogliatoio. Noi lo seguiamo a occhi chiusi. Se ci chiedesse di andare a sbattere contro il muro lo seguiremmo senza porre domande. Tutti. Kalinic? Lo conosco fin da quando avevamo quattordici anni. Nell’Hajduk era un fenomeno. Poi ha sofferto nel calcio inglese. Si sentiva solo. Ora ha finalmente riconquistato la vetrina che merita. Kalinic è un bomber micidiale, un attaccante moderno e nella Fiorentina ha trovato la casa perfetta. Nikola ha due-tre chiare occasioni da gol in ogni partita. Non capita proprio a tutti gli attaccanti di serie A”. Un piccolo aneddoto in casa Viola?: “A volte ci sfidiamo tra spagnoli e slavi, nelle partitelle in famiglia. Noi siamo più forti. Poi, però, finito il divertimento torniamo tutti a parlare la stessa lingua. La forza di questa Fiorentina è che siamo una squadra vera. E in campo parliamo tutti italiano. Anche il mio amico Kalinic finalmente comincia a capire la vostra lingua”.

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