Barovero del River come Gigi Meroni

Pubblicato il autore: Alessandro Legnazzi Segui

In Italia è raro vedere una sommossa popolare per un calciatore. Genova, ad esempio, ne conobbe una agli inizi degli Anni ’60. Luigi Meroni, imprendibile ala destra che tinse le sue ali di rossoblù e granata, stava per essere ceduto dalla proprietà genoana e, come un mare in tempesta, i tifosi del club più antico d’Italia si riversarono lungo le strade e i caruggi di Genova per gridare il proprio dissenso. Un’iniziativa popolare di simile portata non bastò a convincere il presidente Berrino a declinare l’offerta presentata da Orfeo Pianelli.

Genova ci porta in Argentina, in un percorso marino che va dal Ligure all’Atlantico battuto da milioni di liguri e, in generale, da milioni d’italiani. A Buenos Aires sta accadendo qualcosa di simile alla sommossa genovese del 1964. Non siamo nel quartiere de La Boca, fondato da emigranti zeneizi e con la conformazione plastica di Boccadasse (da qui il nome), bensì sulle rive del Riachuelo, il fiume della capitale che tenne a battesimo il glorioso River Plate.

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Nel ricco barrio di Núñez è sta prendendo sempre più piede l’idea di alcuni tifosi del River di colorare il Monumental di verde per convincere Marcelo Barovero a restare nel club. L’attuale portiere dei Millonarios è in scadenza di contratto e a giugno potrà cercarsi una nuova squadra. Barovero ha già fatto sapere di voler lasciare il River, l’idea è quella di compiere il grande salto nel calcio europeo a un’età più che matura. El Trapito è un classe ’84 e da sempre gioca in Argentina.

Barovero-River Plate
La stampa spagnola, da sempre molto attenta alle vicende del futbol sudamericano, scrive che il Barcellona è interessato a Barovero. Il tempo è dalla parte del club catalano, appena uscito dalla gabbia del blocco di mercato: se il portiere non firmerà un rinnovo con il River, approderà alla corte di Luis Enrique, rendendo felice il connazionale Leo Messi (che gli regalò i suoi scarpini per il figlio Agustin nel post gara del Mondiale per Club).

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E i tifosi riverini? Si sono dati una mossa e, sui canali di Twitter, già spopolano due eloquenti hashtag: #NoTeVayasTrapito e #QuedateEnRiverTrapito. Barovero deciderà a breve il suo finale di carriera e dopo aver vinto parecchi trofei con questi colori: il campionato e la Copa Sudamericana nel 2014, la Libertadores e la Recopa nel 2015. Oltre cento presenze con il River dal 2012, un punto di riferimento della hincha biancorossa.

Il Monumental vestirà di verde nella prossima gara interna contro il San Pablo, stasera alle 23:30 (ora italiana). Su Barovero ci sono anche parecchi club del Messico, un campionato che nei prossimi anni avrà un’ascesa incredibile. Le istituzioni messicane vogliono ospitare il Mondiale del 2026 riscattando l’imbarazzo creato con il ritiro della candidatura per le edizioni del 2018-2022. Mancavano i fondi, in futuro non più. Ci sarà un ammodernamento generale del paese e delle infrastrutture, compresi gli stadi. I club saranno incentivati a investire e per il futbol sudamericano si aprirà un nuova frontiera. Barovero diviso tra le incertezze temporanee del Messico, dove però potrà fare la superstar, e il Barcellona, mes que un club.

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