Brescia: muore l’ex presidente Corioni. Sotto di lui Baggio e Guardiola

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui
Baggio e Guardiola nel Brescia 2000-2001

Baggio e Guardiola nel Brescia 2000-2001

E’ morto agli Spedali Civili di Brescia all’età di 78 anni l’ex presidente del Brescia, Luigi Corioni per tutti semplicemente Gino. Corioni è stato presidente delle rondinelle per 22 anni acquistando la società nel 1992 e lasciandola al termine della stagione 2014 con il commissariamento da parte di Ubi Banca.
Nato a Castegnato in Provincia di Brescia il 9 giugno 1937, Corioni entra nel mondo del calcio negli anni sessanta come consigliere del Milan, arrivando alla fine dell’era di Giusy Farina anche vicino alla presidenza finita poi nelle mani di quello che sarà il Presidente più vittorioso di sempre nella Storia del Calcio italiano: Silvio Berlusconi.

Nel 1985 diventa presidente del Bologna, conquistando la bella promozione in serie A del 1988 con il “Bologna dei Miracoli” di Gigi Maifredi. Una squadra dal calcio champagne costruita, con l’intuito del grande dirigente, trapiantando nella Grande Città metà dei calciatori della sua società precedente: l’Ospitaletto. Quel Bologna si inseriva alla perfezione nel movimento del “Nuovo Calcio” di Arrigo Sacchi. Una squadra con un’importante organizzazione di gioco ma anche piena di campioni:  Eraldo Pecci, Giancarlo Marocchi, Domenico Marocchino e Lorenzo Marronaro. Il suo Bologna arrivò fino alla qualificazione in Coppa Uefa e a missione compiuta venne ceduto a Pier Gnudi.

A partire dal gennaio 1992 Gino Corioni diventa presidente del Brescia sostituendo Claudio Cremonesi, conquistando anche in questo caso la promozione in serie A e portando poi la squadra ad un passo dalla Coppa Uefa nel 2001 grazie ad un gruppo guidato da Carlo Mazzone in panchina e Roberto Baggio sul campo. Nei 22 anni alla guida delle ‘Rondinelle’ a Mompiano hanno sfilano anche altri Campioni dal valore assoluto. Vediamoli nel dettaglio. Il primo colpo fu quello di portare via dal Real Madrid Gheorge Hagi il “Maradona dei Carpazi” considerato unanimemente il miglior giocatore della storia del calcio rumeno. Hagi giocò a Brescia dal 1992 al 1994 mettendo in fila 61 presenze e ben 15 reti.

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Poi fu il turno del più grande di tutti: Roberto Baggio. Il Pallone d’oro approdò alle rondinelle nell’estate del 2000 per restare alla sua corte per ben 4 splendide stagione, le ultime della Carriera del Divin Codino. In quel lustro Baggio mise e referto 95 presenze e 45 gol sfiorando il clamoroso ritorno in Azzurro per i Mondiali del 2002 (sarebbe stato il quarto).

La  scelta di Baggio attira a Mompiano altri campioni su tutti Pep Guardiola che svincolato dal Barcelona decide di mettere al servizio della causa bresciana gli ultimi lampi della sua carriera. Nella stagione 2000-2001 Pep giocherà solo 11 gare segnando 2 gol ma come dicevamo in precedenza contribuì a quella fu l’età dell’oro per i lombardi. Sotto la guida di Carlo Mazzone con Baggio Capitano e un giovanissimo Andrea Pirlo alla regia  le rondinelle si qualificano alla Coppa Intertoto, poi persa nel 2001-2002 in finale contro il Paris Saint-Germain nonostante un doppio pareggio (0-0 al Parco dei Principi, 1-1 al Rigamonti), in virtù del gol siglato fuori casa dai parigini nella gara di ritorno (inutile la rete di Baggio su rigore). In quel Brescia era approdato anche un altro futuro Campione del Mondo Luca Toni che restò alla corte di Corioni due anni collezionando 44 presenza e 15 reti.

Nei quattro anni di Baggio il Brescia ottenne altrettante salvezze, riuscendo nell’impresa anche dopo il divorzio da Carletto Mazzone che, nel campionato 2003-2004 venne sostituito da Gianni De Biasi. Dopo il ritiro del suo capitano, il Brescia conobbe una stagione tribolata nel campionato di 2004-2005; dopo un discreto avvio la squadra accusò una pesante flessione cui il presidente Corioni tentò di porre rimedio esonerando Gianni De Biasi e sostituendolo con Alberto Cavasin. La scossa impressa consentì di rimanere in lotta per la salvezza fino all’ultima gionata in cui il Brescia incappò nella sconfitta 3-0 contro la Fiorentina a Firenze, retrocedendo nuovamente in Serie B.

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Negli anni successivi il Brescia resterà stabilmente in Serie B alternando buona stagioni in cui centrò spesso i playoff a stagioni più grigie. Si alternarono alla guida della squadra allenatori come Zdeněk Zeman, Mario Somma, Serse Cosmi, Alberto Cavasin, Nedo Sonetti e saranno lanciati nel palcoscenico del calcio che conta giovani come Marek Hamsik che giocò in Lombardia dal 2004 al 2007 mettendo insieme 65 presenze e 10 gol. Nel 2009-2010  dopo un inizio altalenante il Brescia di Beppe Iachini, infilando una serie di risultati positivi, riuscì ad inserirsi nella lotta per la promozione diretta con il Lecce e il Cesena, ma sciupò l’occasione di essere promossa direttamente perdendo all’ultima giornata (2-1 in casa del Padova). Il Brescia venne così costretto a disputare i playoff per la terza volta consecutiva. Dopo aver eliminato il Cittadella con vittoria in trasferta e sconfitta in casa, entrambe col punteggio di 0-1, il Brescia batté il Torino nella finale (pareggio 0-0 all’andata e vittoria 2-1 il ritorno), ritornando così in serie A dopo 5 stagioni.

“Con l’obiettivo di inaugurare un nuovo ciclo di permanenza in serie A – si legge su wikipedia – , il Presidente Gino Corioni ed il suo uomo mercato Gian Luca Nani diedero luogo ad una campagna acquisti molto più dispendiosa rispetto alle abitudini. Dopo aver confermato l’allenatore ed i giocatori principali della rosa promozione, perfezionarono l’ingaggio di giocatori di nome quali Jonathan Zebina, Panagiōtīs Kone, Eder, Alessandro Diamanti, Matteo Sereni ed Antonio Filippini. Dopo un inizio davvero positivo che vide per qualche giornata il Brescia addirittura in zona coppe europee, la squadra, pur mantenendo una certa qualità nel gioco, iniziò un lento, ma costante declino di risultati, che condusse all’esonero di mister Iachini. Al suo posto venne chiamato Mario Beretta che non riuscì ad invertire la tendenza, inducendo, dopo poche giornate, la dirigenza biancazzurra ad un clamoroso richiamo di Giuseppe Iachini. Inizialmente il rientro dell’allenatore della promozione, diede una scossa all’ambiente ed alla squadra e portò le rondinelle a due soli punti dalla zona salvezza, ma la pesante sconfitta con il Genoa e la partita con il Milan condussero il Brescia al penultimo posto. L’8 maggio 2011, dopo essere stata sconfitta in casa dal Catania con il risultato di due reti a una, la squadra retrocesse matematicamente in Serie B con due giornate d’anticipo, dopo un solo anno passato in massima serie. Si piazzò al 19º posto nella stagione 2010-2011 con 32 punti“. La retrocessione ebbe una pesante ricaduta sulla situazione economica della società e, di conseguenza, sulle ambizioni della squadra che annasperà fra la media e la bassa classifica con l’exploit dei playoff del 2013 dove affronta il Livorno. Un doppio 1-1 condanna i bresciani all’eliminazione a causa del peggior piazzamento in classifica.

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Nel luglio 2014, dopo un’annata deludente, con tre cambi di panchine e l’undicesimo posto in Serie B, la crisi economica colpisce in maniera mortale il Brescia. Ubi Banca, al fine di coprire l’iscrizione al Campionato e saldare gli stipendi, concede un prestito da 4 milioni di euro, chiedendo in cambio le dimissioni di Gino Corioni da presidente, mantenendo tuttavia la proprietà della stessa squadra lombarda. A febbraio 2015 dopo aver scoperto di essere malato Corioni cede la società, sotto la regia di Ubi Banca e del presidente degli industriali Bresciani Marco Bonometti, alla fiduciaria milanese Profida. Il resto è la battaglia di questi mesi che nella notte scorsa ha abbattuto il Leone di Brescia. Gino Corioni lascia la moglie cinque figli e milioni di appassionati di Calcio a rendergli onore.

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