Calcio, allerta terrorismo: a rischio gli Europei

Pubblicato il autore: Eleonora Belfiore Segui

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E’ allerta terrorismo, nel mondo del calcio.
E’ notizia di queste ore che un giovane kamikaze, Saifullah al-Ansari, si è fatto esplodere durante una partita di calcio in Iraq. Il bilancio è di una trentina di morti  e più di sessanta  feriti. I fatti sono avvenuti ad Al Asriya,  a quaranta chilometri a sud di Baghdad. Tra i morti c’è anche il sindaco della cittadina, Ahmed Shaker. L’attacco giunge, inoltre, a pochi giorni dall’avvio della grande offensiva militare per liberare la provincia di Ninive e Mosul, la principale roccaforte del Daesh in Iraq, caduta nella mani dei terroristi nel giugno del 2014. Ma non è tutto, pochi giorni prima di questo nuovo episodio, le principali testate giornalistiche internazionali hanno riportato che un possibile attentato è stato sventato in quel di Istanbul. Un assalto con esplosivi e armi da fuoco: è quello che i terroristi programmavano alla fine della partita del derby di Istanbul tra Galatasaray e Fenerbahce. Ed è questa la minaccia terroristica che domenica sera, a un soffio dall’inizio della partita,ha spinto le autorità turche a bloccare il tanto atteso match.  Secondo fonti dell’Intelligence turche, il piano prevedeva che un kamikaze si sarebbe fatto saltare in aria all’interno dello stadio, al termine della partita, causando il panico tra la folla in uscita. A quel punto sarebbero intervenuti i compagni, aprendo il fuoco sul pubblico.
Tutto questo porta in primo piano il problema della sicurezza negli stadi. L’attacco a Bruxelles ha, poi, fatto passare “in secondo piano” questo gravissimo episodio…
Sono tempi tristi, inutile negarlo. I recenti avvenimenti hanno ribadito ancora una volta che gli eventi sportivi costituiscono un possibile obiettivo.
C’è una maggiore percezione di rischio, minor entusiasmo a partecipare con uno spirito sereno alle partite.
Il calcio non è esente dagli attacchi terroristici, questo, purtroppo, appare ormai chiaro.
Del resto, l’allarme è forte dal 13 novembre, giorno in cui allo Stade de France si sentì l’esplosione provocata da uno degli attentati di Parigi che causarono 131 morti.
Così, dopo la strage di Bruxelles, si teme per l’Europeo che si terrà in Francia dal 10 giugno al 10 luglio, E’ lo stesso ministro dell’Interno transalpino, Bernard Cazeneuve, a lanciare  l’allarme.
La Uefa cerca di rasserenare gli animi, per quanto possibile, e ribadisce il suo impegno per garantire la salvaguardia di tutti, promettendo di porre la sicurezza al centro dei piani organizzativi per Euro 2016. Sulla stessa scia, anche Noel Graet, presidente della Federcalcio francese, il quale ha più volte sostenuto che l’Europeo non è in pericolo, e che la sicurezza sarà davvero esemplare.
L’allarme, però, resta, e a confermarlo è Giancarlo Abete, ex presidente della Figc e attuale vicepresidente Uefa, che ha ammesso anche l’eventualità che possa venir presa in considerazione l’idea di far giocare a porte chiuse.
Ma il mondo del calcio non sembra disposto ad arretrare: lo spettacolo andrà avanti. Per lanciare un messaggio di speranza e di coraggio, per interessi personali.
Il calendario è, al momento, confermato. Saranno decisivi i prossimi giorni.
Ma i i recenti attentati ci ricordano tragicamente l’alto livello di minaccia con cui dobbiamo confrontarci, oggi e nei giorni a venire, e quanto sia fragile la nostra “pace”.

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