Caos AS Roma: Spalletti Sabatini e il futuro è adesso

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

Sabatini e Spalletti
Roma Inter 19 marzo 2016: ennesimo episodio dello “Spalletti pensiero show”.
Stavolta protagonista della reprimenda del tecnico toscano non è un giornalista, un giocatore o un tifoso ma il DS Walter Sabatini.
Il “buon” Sabatini ha parlato ai cronisti, al termine della partita con l’Inter, annunciando il suo addio il 30 giugno. “Il presidente Pallotta lo sa”.
E fin qui beati voi, sarebbe da dire, che andate d’accordo e che non fate scenate di gelosia.
La verità è che con questa dichiarazione, che per carità non scombussolerà le sorti delle umane genti nostrane, Sabatini ha di fatto confermato le voci ricorrenti che lo volevano in uscita dopo l’esonero del tecnico Garcia e l’arrivo del Luciano di ritorno.
Spalletti scuote la testa. E forse ha ragione. Da quando è tornato non ha fatto altro che assistere a una serie di autogol mediatici che una società di calcio professionistica dovrebbe evitare di fare, ancorché quotata in Borsa.
L’uscita di Sabatini è intempestiva e improduttiva. Non porta nulla a squadra e società, se non generare un latente malcontento in staff, giocatori e tifoseria.
Il giorno successivo, oggi, il diretto interessato parla di attaccamento al lavoro, di programmazione personale fatta di settimana in settimana e di lavorare per la Roma e per gli obbiettivi del prossimo mercato estivo “perché il futuro è adesso“.
Quest’ultima dichiarazione è forse l’unica degna di questo nome: il mercato si fa in anticipo o meglio si dovrebbe e si chiama Programmazione. Le vittorie della Juventus ne sono la palese evidenza.
Così, mentre chi vince rinnova e compra giocatori con largo anticipo con intenti ben precisi, la AS Roma naviga a vista e gioca sui colpi di teatro del DS di turno.
E la Società? Il nodo è proprio questo. La straordinarietà di Luciano Spalletti è la stessa del primo Garcia. Parlare sempre, anche “correttamente”, a titolo dell’ambiente e della società è alla lunga deleterio.
C’è un evidente buco in organigramma.
Il caso Totti, i rumors Balzaretti/Sabatini e adesso questa uscita del Walter (come direbbe la Littizzetto). Nessuna dichiarazione della società e la cosa peggiore è che non si sa chi la dovrebbe fare.
Se, come detto, il futuro è adesso, chi si farà carico dei rinnovi contrattuali, di gestire i “ritorni”, di smaltire le eccedenze, di cercare dei nuovi innesti?
Se Spalletti avrà, come pare, carta bianca, allora sta trasportando la società e il calcio italiano in una dimensione sconosciuta dalle nostre parti ma ben nota altrove: la figura del manager, ovvero il “Mammasantissima” stile Ferguson in Inghilterra o Lucescu in Ucraina.
Ma come si dice a Roma, “chi ce capisce è bravo“.

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