Carpi, il presidente Bonacini ammette: “Un errore esonerare Castori, ma ora ci crediamo”

Pubblicato il autore: Pierluigi Persano Segui

castori
Dopo un avvio shock, forse dovuto alla novità dei palcoscenici della Serie A, il Carpi sta continuando a scrivere la sua favola inseguendo una salvezza che qualche mese fa sembrava quasi impossibile.
Un girone di ritorno eroico, iniziato con la vittoria sulla Sampdoria che alla prima giornata aveva rifilato 5 gol all’esordio dei falconi nel massimo campionato, suggellato dal pari in extremis a San Siro contro l’Inter firmato Kevin Lasagna, poi le vittorie contro Frosinone e Verona, due contendenti alla salvezza.
Questo Carpi non si arrende mai, lotta con i denti su ogni pallone per non abbandonare il sogno della Serie A raggiunto tra scetticismo e sacrificio.
Non siamo ancora a nulla, la strada per salvarci è ancora lunga. Sono nel calcio da 7 anni e non mi era mai capitata una situazione del genere, di solito lottavamo per vincere un campionato“, ha dichiarato il presidente dei biancorossi Bonacini in un’intervista alla ‘Gazzetta dello Sport’.
Questo è stato un anno stressante per una realtà piccola come la nostra. Abbiamo rinforzato la società, reggendo l’urto con la categoria e andando a sfidare club che hanno il fatturo 5-6 volte maggiore del nostro. Ma la squadra adesso è serena, non ha bisogno di essere caricata. Ai ragazzi non ho detto niente perchè li ho visti molto motivati, ho preferito rimanere zitto”.
Se il campionato finisse oggi il Carpi sarebbe salvo, ma il presidente invita a non abbassare la guardia: “Dopo la sosta abbiamo il derby contro il Sassuolo, una sfida difficile. E guai a dare per spacciato il Palermo di Novellino: lo conosco da quando allenava il Modena, è un guerriero bravo a motivare i suoi ragazzi. Le nostre chance di salvezza? Al momento solo al 40/50 %”.
Per Bonacini il più grande sbaglio della stagione è stato l’esonero di Castori dopo un inizio disastroso: “Castori doveva restare, lui è uno di noi. Ho fatto un errore, ma è inutile pensarci, indietro non si torna. L’importante è rendersi conto di aver sbagliato. Mi sono fidato di Sogliano e abbiamo chiamato Sannino, ma non c’è stata la scossa. Il gioco del Carpi richiede grinta e sacrificio, possiamo salvarci con gli uomini della B”.

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