Conferenza stampa Spalletti: “Obiettivo minimo terzo posto, ci garbano le pressioni. Totti-Pallotta? Il mio giudizio..”

Pubblicato il autore: alessandro oricchio Segui

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Luciano Spalletti ha incontrato i giornalisti per la consueta conferenza stampa pre match. Il tecnico di Certaldo ha parlato della partita che i giallorossi giocheranno domani sera contro l’Inter di Mancini ma anche della situazione contrattuale di Francesco Totti, il cui rinnovo con la Roma sembra ancora in dubbio. Una conferenza stampa in cui Spalletti ha parlato anche del problema della Curva Sud, della pianificazione della prossima stagione e della possibilità di allenare un giorno la Nazionale.
Ecco le parole di Spalletti nella conferenza stampa di oggi raccolte dalla pagina web www.romanews.eu

Panoramica degli infortunati
“Manolas è stato gestito per un’infiammazione al retto addominale pubblico ma poi si è sempre allenato correttemente, oggi è il primo allenamento di Castan dopo l’influenza. Totti è stato gestito per un fastidio all’anca, si è allenato ieri e anche oggi dovrebbe allenarsi, è a disposizione. Gyomber ancora deve recuperare”.

Quanto pesano le diffide di Pjanic, Digne e Nainggolan?
“Il numero dei calciatori che abbiamo ci consente di sopperire al problema. Non peserà nulla, pensiamo solo al match di domani”.

L’Inter giocherà per vincere.
“L’Inter ha giocato tutte le partite per vincere e domani lo farà ancor di più. Loro puntano al terzo posto, come abbiamo fatto noi quando eravamo quinti come sono loro adesso”.

Dzeko sarà confermato?
“Tutte le soluzioni sono possibili, sia con che senza centravanti. Possono essere usate entrambe le soluzioni, la scelta verrà messa a punto nell’allenamento di oggi e nelle ore che mi rimangono”.

De Rossi come sta?
“Daniele si può valutare da qualsiasi parte, è quel calciatore che ha un po’ tutte le qualità che hanno dei calciatori importanti, dei calciatori che completano quello che è il suo atteggiamento in campo, in base alle sue caratteristiche naturali. Viene pensato in tutte le posizioni, senza escluderne nessuna, tenendo conto il resto dei calciatori che compongono la rosa”.

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E’ un po’ penalizzante per lei questa gestione comunicativa su Totti?
“Così non va bene, si rischia di banalizzare una delle questioni più importanti della Roma, una delle questioni più importanti della storia di questa squadra. Non è la via giusta sentire ogni persona che vuole parlare su Francesco. E’ giusto difendere, fare schermo, transennare questa situazione. Bisogna dar tempo alle componenti di parlarsi, quindi solo a Totti e Pallotta. Il metodo giusto è che si incontrino, si parlino e prendano una decisione, che deve far felici Totti e il presidente della Roma. E’ molto di più la storia di Francesco, sono loro due che debbono trovare la soluzione, noi dobbiamo solo prendere atto di quello che è il risultato di questo confronto, di questo parlare, di questo dirsela tutta fino in fondo. Lui e il Presidente devono essere felici per la soluzione che ne viene fuori. Io smetto di parlarne, ma lo dovreste fare anche voi, con i vostri discorsi banalizzate la discussione. Non ne parlerò neanche più io. Lei riporta delle cose non vere, delle cose distorte e di sentito dire. Io non sono il Presidente, quello che ha detto lo sa lui. Loro si debbono incontrare e devono parlare, sono loro che hanno due posizioni, non c’è allenatore o direttore che può interferire. Lui può avere anche il piacere di giocare un solo minuto la prossima stagione. Il mio giudizio non conta niente, tutte e due devono trovare un qualcosa di piacere in questa soluzione, io e voi ne prendiamo atto e ci comportiamo di conseguenza”.

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Cosa manca alla Roma per essere al livello della Juventus?
“Se devo migliorare la Roma guardo la Roma, non la Juve. Contro il Bayern è stata una grande partita, con grandi giocatori, ma io sono contento della mia squadra e di quello che sta facendo. Bisogna continuare a lavorare, essere aperti per mettere sul proprio piatto dei valori che danno una spinta per arrivare all’obiettivo da raggiungere. La Roma è una buona squadra e ci si può lavorare per migliorarla”.

Ritroverà Mancini, che ricordi ha delle sfide con lui?
“Io mi emoziono tutte le volte che la Roma scende in campo, perché mi dà sensazioni particolari e forti. Io ricevo sempre questo urto che mi dà una partita di calcio, l’Inter te lo condisce un po’, ha grandi calciatori e un gran tecnico. Spero che la mia squadra sia all’altezza dell’importanza del match”.

Avrà voce sul calciomercato? Ha la forza per opporsi alle cessioni dei big?
“Le cose che devo dire al presidente non le dico a voi. Da qui alla fine del campionato ci sono match fondamentali per il futuro di ognuno di noi, bisogna pensare a queste gare. Le attenzioni ora sono rivolte a mettere adesso le qualità che abbiamo nelle partite. La partita di domani per noi è fondamentale, abbiamo due squadre fortissime che vogliono la nostra posizione, noi dobbiamo difenderla guardando anche a qualcos’altro. A noi ci garbano le pressioni”.

Allenare la nazionale è un suo obiettivo?
“Mi piace fare l’allenatore, ho provato a staccarmi per un po’ ma poi sono stato coinvolto di nuovo. La programmazione va bene quando sei tranquillo, quando puoi valutare a bocce ferme. Ora sono in una situazione che va oltre la programmazione e i pensieri. Non voglio dare alcun dubbio su quella che è la mia ricerca momentanea e non voglio parlare di altro. Il nostro obiettivo minimo è il terzo posto e, se ci riusciamo, anche qualcosa di più”.

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Si sente all’altezza della nazionale?
“Si”.

Situazione tifosi, come se ne esce? Di chi è la responsabilità?
“E’ importante che Gabrielli abbia aperto qualche spiraglio. In questo momento bisogna un pochino dimenticare l’orgoglio e cercare una soluzione insieme. Non conosco la questione così bene per dire chi ha torto o chi ha ragione, ma credo che siamo vicini alla soluzione perché c’è buon senso da parte di chi comanda”.

A che punto è Strootman nel recupero? La difesa a tre è fattibile solo con De Rossi?
“Strootman sta migliorando di volta in volta, sta facendo sempre più contrasti, si arrabbia sempre di più in allenamento. La sua faccia incute timore, lotta per una punizione, per un gol, per qualsiasi cosa che gli vada contro nella partitina d’allenamento, è molto vicino al ritrovare tutte le sue qualità. Poi ha bisogno della partita vera, di giocare partite dove riscontra situazioni reali, in questo poi deve confrontarsi col resto della squadra, ci sono calciatori che stanno facendo bene, non è Strootman a priori, magari lui si può inserire quando un Pjanic è sotto al suo livello, ma ora non è così. De Rossi può giocare da tutte le parti e la squadra può giocare in tutti i modi sia se lui c’è, sia se non c’è”.

Conferenza stampa Spalletti 18 marzo 2016

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