Contestazione Lazio-Sparta Praga, Candreva chiede scusa (VIDEO)

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

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La Lazio esce dall’Europa League e viene sonoramente contestata dal suo pubblico. L’ultimo atto di una stagione sinora impietosa e che, di fatto, vede i biancocelesti fuori da ogni competizione, è andato in scena questa sera allo stadio Olimpico di Roma, davanti ai pochi spettatori che in questa stagione sono consoni affollare le gradinate durante le gare delle due squadre capitoline. Uno 0-3 senza appelli, che lascia l’Italia preventivamente orfana delle competizione europee ancor prima dell’inizio della primavera.

Un epilogo amaro che ha letteralmente fatto imbufalire i sostenitori laziali, i quali hanno visto davanti ai loro occhi l’ennesima rappresentazione di una gestione senza anima e, cosa ancor più grave, senza obiettivi di crescita. Il malumore, manco a dirlo, è montato prima di tutto contro il presidente Claudio Lotito. Se, infatti, di fronte alle disfatte sportive esiste sempre un day after, o un saison after, in grado di cancellare sconfitte e delusioni, sotto la sua presidenza i tifosi laziali non sono mai riusciti ad avere un’idea di crescita. O, quanto meno, di programmazione.

Di contro c’è una figura, quella di Lotito, che ha ottenuto sempre più potere all’interno della stanza dei bottoni. Inquietante, ma non incredibile, cartina al tornasole di un sistema calcistico sempre più allo sbando. Che dovrebbe interrogarsi sul perchè tutte le squadre di club abbiano abbandonato anzitempo il calcio internazionale  per racchiudersi, nuovamente, nel loro orticello divenuto sempre più privo di ortaggi di qualità ad appannaggio di frutti acerbi o signorilmente ammuffiti.

Candreva ha provato ad alzare le mani in segno di scuse. Scuse non accettate, almeno al momento. In tanti hanno la sensazione che l’ex giocatore del Livorno sia il prossimo destinato a lasciare la Capitale, in pieno rispetto di una politica societaria che non solo non ha mai saputo tenere le proprie punte di diamante, ma, con una gestione dittatoriale, ha sempre fatto di tutto per metterle in difficoltà e battere cassa ove possibile.

Non si raccontino storielle sulla piazza difficile. Sull’ambiente che non permette di lavorare. Perchè quando si fa di tutto per esacerbare gli animi e poi, per edulcorarli, si gettano zollette di zucchero sotto forma di menzogne e idiosincrasie calcistiche, non esiste piazza calda. Ma soltanto gravi responsabilità di cui farsi carico per ripartire. Ma non sembra questo il caso. E così, allo stato dei fatti, ci saranno altri Lazio-Sparta Praga e altre annate di vita non vissuta e calcio non giocato.

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