Cordoba: “Thohir? Diciamo che è meno passionale. Sul mio addio…”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

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Uno dei pilastri della vecchia Inter Ivan Cordoba ha rilasciato un’intervista al Corriere Tv, dove affronta temi di attualità e del passato. Ecco le parole dell’ex difensore nerazzurro:

Inter ancora pazza negli ultimi tempi: “Ora è quella che noi conosciamo, quella che riconosciamo…”

Nel tuo ultimo Inter-Bologna, a un mese dal Triplete, tu eri capitano e c’erano più certezze: “Sicuramente, ma sono state costruite dopo tanti anni. Al di là di quello che si raccontava, dei gruppi argentini e brasiliani, eravamo un gruppo molto forte, con cui era bello trovarsi anche con le famiglie. Zanetti? Era come se avesse indosso una macchina, una macchina che curava molto bene.

Mourinho: ” Lasciava pochi dubbi sulla partita, non lasciava nulla al caso o alla sorte e con questo diminuiva la possibilità di pensare ad alibi, quelli che si usano spesso”.

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Gestione Mazzarri: “Non ci fu un’anima in quella gestione, non si sono incontrati le idee dell’allenatore e della squadra. Mazzarri ha dimostrato di essere un buon tecnico con una squadra come il Napoli o come la Reggina, ma forse la dimensione dell’Inter era troppo per lui“.

Possibilità di andare al Milan, ti ha mai sfiorato l’idea: “No, io volevo vincere qua. Non volevo essere ricordato come uno dei tanti passati per la Storia dell’Inter, non volevo essere un giocatore solo per le figurine Panini”.

Congedo da team manager due anni fa, cosa è successo?: Sono successe tante cose, non è bene parlarne. Thohir meno distante? Diciamo che è meno passionale”.

Calcio metafora della vita: “Nel calcio si può sbagliare tanto e si può rimediare, nella vita no: se tu tocchi la famiglia, crolla tutto. Io mi sono sentito un giocatore con i piedi per terra, però non ho capito quanto fino a questi successi. Sentivo che ero sollevato, ma la scomparsa di mia mamma mi ha buttato giù”.

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Progetto coi bambini, la nave ospedale: “Questa nave è attrezzata come un ospedale, ad ogni missione nei villaggi si visitano 3000 persone”.

Il Papa e San Lorenzo, vecchia squadra di Cordoba: “Lui veniva alle partite, ma io non lo sapevo. Spero di aver fatto cose gradite a lui giocando nella sua squadra e magari in una di queste partite mi avrà dato la sua benedizione e per questo siamo qua… (ride ndr)”.

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