Cruyff: L’incredibile omaggio di Wembley durante Inghilterra – Olanda [VIDEO]

Pubblicato il autore: Senio Calvetti Segui

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Nello stadio in cui ha alzato due Coppe dei Campioni, Cruyff viene omaggiato con un interminabile ed emozionante applauso al 14′ minuto di Inghilterra – Olanda

La scomparsa di Johan Cruyff, avvenuta il 24 Marzo scorso ha profondamente scosso e colpito tutto il mondo del calcio e tutti gli appassionati di questo fantastico sport. Nessuno come lui è stato così tranciante e determinante, altri, magari anche tecnicamente più bravi di lui, sono stati un’estensione, un picco, una piacevolissima anomalia del calcio, ma Hendrik Johannes Cruijff, nato ad Amsterdam, il 25 April 1947, e la sua Olanda hanno battuto strade sconosciute, hanno trovato una nuova direzione, hanno scoperto mondi nuovi che nessuno è mai più stato in grado di visitare dopo di loro.

Anche un tempio del calcio, quale è Wembley ha voluto omaggiare questo incredibile campione, l’occasione è stata l’amichevole fra Inghilterra e Olanda, questa volta il gioco non è stato fermato, ma al 14′ minuto tutto lo stadio si è unito in un interminabile ed emozionante applauso in grado di trasmettere vibrazioni e sensazioni anche attraverso uno schermo televisivo.

In quel di Wembley, Johan Cruyff, nel corso della sua incredibile carriera, è riuscito a sollevare due Coppe dei Campioni, una da giocatore ed una da allenatore. Il 2 Giugno del 1971 di fronte a più di 83mila spettatori, l’Ajax conquista la sua prima storica Coppa dei Campioni superando per 2 a 0, grazie alle reti di Van Dijk e Haan, quest’ultimo subentrato a gara in corso, i greci del Panathinaikos, dando vita ad un incredibile ciclo di vittorie che li porterà a trionfare anche nelle due successive edizioni della Coppa dei Campioni e a conquistare la Coppa Intercontinentale nel 1972 e la Supercoppa UEFA l’anno successivo. Cruyff diventa il simbolo di un calcio fantastico, fatto di genio, sregolatezza e applicazione, dove le regole ci sono, ma non sono poi così terribili, dove tutto appare così sereno e idilliaco da fare quasi rabbia e si aggiudicherà il pallone d’oro nel 1971, 1972 e 1974.

Il 20 maggio del 1992 il Barcellona, dopo aver eliminato nella fase a gironi Sparta Praga, Dinamo Kiev e Benfica, affronta nella finale di Coppa dei Campioni la stupefacente Sampdoria del gemelli del gol, Vialli e Mancini; sulla panchina catalana siede Johan Cruyff alla guida del Barcellona da quattro stagioni e che, in questi anni, ha totalmente rivoluzionato squadra, giovanili, metodi di allenamento e tutto quello su cui è riuscito a mettere mano e ora si appresta a raccogliere i frutti di questo duro e avvincente lavoro. La Sampdoria dell’esperto Boskov si rivela avversario più ostico del previsto, ma un punizione dell’olandese Koeman,a metà del secondo tempo supplementare, trafigge Pagliuca e regala la possibilità a Cruyff di alzare la sua seconda Coppa dei Campioni a Wembley.

La partita vinta per 2 a 1 dall’Olanda con reti di Janssen e Narsingh per gli orange e dello stupefacente Vardy per l’Inghilterra è stata un piacevole contorno, una degna cornice, sublimata dalla rete dell’anomalia Vardy, che ha ulteriormente omaggiato quell’inarrivabile anomalia olandese, ma il vero protagonista di questa serata londinese sono stati il quattordicesimo minuto e Johan Cruyff, sublime, unico, inarrivabile.

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