D’Ambrosio, un successo silenzioso come lui

Pubblicato il autore: Fabrizio Caminiti Segui

D'ambrosioD’Ambrosio, un successo silenzioso, è lui una delle chiavi del gioco ritrovato di Mancini.

Danilo D’Ambrosio un ragazzo semplice che è diventato grande senza strafare, solamente stando in silenzio e aspettando il proprio turno. Lo scugnizzo napoletano dopo un inizio travagliato, complice la concorrenza di Santon e Telles, è diventato pian piano un punto fermo di Mancini. E dire che su quella fascia prima di lui c’era un certo Maicon e ancor prima una leggenda del calcio italiano e mondiale come Javier Zanetti. Ma a Danilo questo non importa, perché lui pretende di essere solo un terzino capace di dare sempre il proprio contributo per la causa. Il motto, insomma, resta “non strafare”, perché lui lo ha capito più di tutti che nel calcio non conta fare la giocata spettacolare per poi essere presi a uova in faccia nella partita successiva.

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Gioca semplice e spesso e volentieri arriva al gol come è successo con la Sampdoria e ultimamente con il Bologna. Il vizio del gol lo prese già col Torino collezionando 122 presenze e 10 gol. Insomma la costanza è il suo forte se si considera che con la formazione nerazzurra ha totalizzato poco meno della metà delle presenze coi granata, ben 58, totalizzando 5 gol. Ha resistito al terremoto che ha portato al cambio MazzarriMancini, e non è cosa da poco se si considera l’epurazione fatta dal tecnico jesino, portando in squadra ben 9 elementi e rispedendone a casa altri. Considerando che gente come Shaqiri, Osvaldo e Podolski non sono proprio dei novellini ma sono stati scaricati come se lo fossero.

D’Ambrosio  ha resistito anche alle burrasche mediatiche piovute su di lui quando si diceva che era troppo lento e non aveva i piedi per crossare. Anche nell’ultima partita qualche fischio è arrivato, ma subito dopo sono arrivati un gol ed un assist fondamentali. Lui ha risposto sempre con la pazienza e la tenacia. I risultati sono di fronte agli occhi di tutti e con lui e Nagatomo, l’Inter è tornata a fare le sovrapposizioni sulle fasce che non si vedevano dai tempi di Maicon e Chivu del 2008/2009.

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