Fiorentina, Sousa: “Verona? Concentrati per vincere le partite”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

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Domani torna in campo la Fiorentina che all’Artemio Franchi sfiderà alle 15 l’Hellas Verona. Da poco è terminata la conferenza stampa di Paulo Sousa, ecco le sue dichiarazioni:

Inizia un campionato diverso ora?: “E’ sempre lo stesso, ma fino ad ora abbiamo creato delle aspettative che vogliamo mantenere. Dobbiamo pensare a vincere, come abbiamo fatto sin dall’inizio”.

Tello, Zarate e Kalinic possono giocare tutti insieme?: “Credo di sì, ma serve equilibrio offensivo in certe dinamiche. I giocatori che creano questi disequilibri, come Mauro e Tello, devono imparare a fare meglio la fase di transizione, quando si perde la palla. Il calcio moderno, sempre di più, ha momenti più di transizione che in fase offensiva”.

Quella di domani è una gara trappola, vista la classifica?: “E’ una partita in cui non possiamo guadagnare nulla, dobbiamo solo vincere. L’idea deve essere solo quella, vincere. La loro squadra ha tanta fisicità, sui calci piazzati può creare difficoltà, sono forti anche in ripartenza, non è facile trovare spazi tra le linee. Saltare l’uomo, creare spazi, saranno decisioni importanti domani. Vogliono provare a mantenere la Serie A o comunque alcuni singoli vorranno farsi vedere per catturare le attenzioni di altri club”.

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Kalinic sembra essere molto migliorato fisicamente, ma non arrivano i gol. Sta effettivamente bene?: “I momenti dei singoli sono conseguenza dei momenti collettivi. Sta migliorando, i gol arriveranno insieme alla crescita della squadra, che ci permetterà di vincere le partite”.

Domani una vittoria porterebbe il 300° successo dell’era Della Valle, cosa pensa?: “Spero davvero che sia così, sarebbe un numero bello”.

Aiutare Kalinic con una seconda punta, potrebbe aumentare la sua pericolosità?: “Dobbiamo trovare delle soluzioni, per aiutare non solo i singoli ma anche per la squadra, affinché produca sempre le occasioni che ci permettano di vincere le partite. I dati dicono che non dipendiamo da un solo giocatore e così deve essere. Giocare con più punte non vuol dire creare più occasioni in generale”.

Come stanno Vecino e Borja Valero?: “Matias è rientrato in gruppo un po’ più tardi rispetto a Borja perché soffriva di un problema muscolare, mentre lo spagnolo aveva un fastidio articolare ed è migliorato tantissimo. Senza grossi dubbi comunque ci saranno entrambi, si sono allenati senza problemi”.

Zarate non gioca in campionato da tanto tempo: come lo si gestisce?: “Noi esseri umani siamo animali abitudinari: per cambiarle, bisogna riproporre altre abitudini con una certa persistenza e questo ha bisogno di tempo. Nel calcio, il talento viene messo dentro il caos e credo che sia proprio l’equilibrio a permettere qualcosa di speciale. Zarate procura tanto caos, ma che ti procura tante emozioni e che può dare più felicità che tristezza”.

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Come verranno accolti Toni e Pazzini, due grandi ex?: “Da quello che ho capito di questa città e tifoseria, non si dimentica mai nessuno tra quelli che hanno dato tanto per questa maglia, quindi credo saranno accolti bene. Tocca a noi non lasciarli proporre le loro qualità”.

Quali sono le condizioni di Kone e Benalouane?: “Benalouane non si è ancora allenato con noi, tutti gli altri possono aiutarci sin da domani. Su di lui comunque il medico credo abbia spiegato il motivo per cui non si sta allenando”.

Veniamo da una dura sconfitta, ci sono stati dei cali di pubblico: lanciamo un appello per la sfida contro il Verona?: “I nostri tifosi che hanno potuto essere con noi in trasferta e in casa, lo hanno fatto. Sappiamo quanti sacrifici fanno per starci vicino. I tifosi ci hanno sempre trasmesso un messaggio di fiducia: la squadra vuole onorare questa maglia e questa tifoseria, dando tutto senza limiti. Ora tocca a far capire loro quanto ci teniamo a renderli orgogliosi, col nostro gioco propositivo, tenendo tanto palla, cercando di recuperarla quando non ce l’abbiamo”.

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Rincorrere il terzo posto è più difficile rispetto ad occuparlo?: “A livello psicologico siamo cresciuti tanto, siamo tornati ad essere primi dopo tanti anni, abbiamo alzato le aspettative di tutti senza nasconderci. Ora dobbiamo mantenere questo status di miglioramento e di personalità: dobbiamo essere concentrati per vincere le partite”.

Spalletti si è infuriato per i troppi complimenti ricevuti dalla squadra dopo le due sconfitte col Real: in Italia funziona così, c’è il rischio di accontentarsi anche a Firenze?: “Sappiamo come funziona il calcio e sin da subito ho sottolineato l’importanza della stampa in questo. Dopo, tocca a noi gestire tutti gli elementi emozionali che vengono da fuori e che entrano nel gruppo. Io non mi accontento mai, credo che per questo possiamo prendere l’esempio di Gigi Buffon: accontentandosi non arrivi a quello che lui ha raggiunto ieri. Si deve sempre partire dall’attitudine individuale per continuare a crearci altri obiettivi sempre più grandi. Non ci si deve arrendere mai, ma ci si deve sempre migliorare”.

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