Francesco Totti: storia di un numero 10 al Santiago Bernabeu

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

AS Roma's Francesco Totti (R) celebrates in front of teammate Marco Delvecchio after scoring against Real Madrid during their Champions League Group C match in Madrid October 30, 2002. REUTERS/Andrea Comas

Stasera alle 20:45 va in scena Real Madrid – Roma. Per i capitolini la rimonta appare difficile, se non impossibile. Lo 0-2 maturato all’andata allo stadio Olimpico pesa come un macigno sulla squadra di Luciano Spalletti, che però viene da 7 vittorie consecutive in campionato; 7 però sono anche i goal che i blancos hanno rifilato nell’ultima sfida casalinga contro il povero Celta Vigo.
Il campo darà presto il suo verdetto, ma stasera sarà anche la partita di Francesco Totti, leader (ormai più fuori che dentro il campo) indiscusso di Roma e della Roma: la squadra ormai appare viaggiare sempre più indipendentemente dal Pupone, ormai vicino alle 40 candeline. Dopo il piccolo caso scoppiato e rientrato in un baleno tra Totti e Spalletti, è tempo di sognare una remuntada alquanto ardua.
Il capitano giallorosso spera di poter rivivere una notte magica allo stadio Santiago Bernabeu, uno dei templi del calcio mondiale, che il 30 ottobre 2002 gli tributò applausi a non finire grazie alla sua rete decisiva per la vittoria finale. In quella lunga notte di autunno di quasi quattordici anni fa, il Real Madrid, che vedeva giocatori del calibro di Luis Figo, Raul Gonzalez Blanco e dell’attuale tecnico Zinedine Zidane, ospita una Roma decisamente inferiore sulla carta. Forse per quella sera gli dèi del calcio avevano altri piani, e fu così che la formazione di Fabio Capello, in una maglia con lo Scudetto da poco vinto cucito sul petto, in cui il giallorosso si divide esattamente a metà, espugnano incredibilmente il Bernabeu, grazie ad una rete al 27esimo del primo tempo dell’allora già capitano Francesco Totti. I galacticos di Del Bosque non riusciranno a reagire, e Zidane verrà sostituito al 78esimo senza aver lasciato alcun segno di nota sul match.
Quelli di questa sera potrebbero essere gli ultimi minuti europei della carriera di uno dei migliori calciatori italiani che i giovani tra i 20 e i 30 anni abbiano mai visto giocare.  Probabilmente la presenza dal primo minuto di Totti sarà difficile, ma come guida a bordo campo e magari chissà, anche sul terreno di gioco in corso d’opera, sarà fondamentale per trascinare i suoi compagni a tentare un’impresa oggettivamente proibitiva.
Comunque vada la partita sarà un tributo alla carriera, in uno degli stadi più importanti del mondo, per un galactico romano e romanista che ha fatto la storia del calcio italiano.

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