Germania-Italia: la leggenda dell’Azteca e i precedenti tinti d’azzurro

Pubblicato il autore: Andrea Chiavacci Segui
La Nazionale azzurra nella storica semifinale dell'Azteca il 17 giugno 1970: In piedi: Albertosi , Boninsegna, Rosato, Facchetti, Domenghini, Riva; accosciati: Mazzola, Bertini, De Sisti, Cera, Burgnich.

La Nazionale azzurra nella storica semifinale dell’Azteca il 17 giugno 1970: In piedi: Albertosi , Boninsegna, Rosato, Facchetti, Domenghini, Riva; accosciati: Mazzola, Bertini, De Sisti, Cera, Burgnich.


Germania – Italia
non è mai una partita come le altre. Neppure il carattere amichevole della sfida di domani sera alla Allianz Arena  di Monaco Di Baviera toglie il fascino a quella che per molti è la madre di tutte le partite. Un romanzo popolare che si è tinto sempre d’azzurro quando contava davvero.

La prima volta non si scorda mai. Una storia infinita iniziata il capodanno del 1923 nello stadio milanese di Viale Lombardia quando l’Italia si impose per 3-1 nella prima sfida amichevole tra due nazioni ancora segnate dalla prima guerra Mondiale. Negli ultimi 18 minuti gli azzurri ribaltano lo svantaggio con reti del mitico Cevenini III detto zizì, Santamaria e Migliavacca. E’ un trionfo sofferto ma fortemente voluto dai giocatori e dal pubblico come racconta il libro azzurro del calcio italiano.Il primo scontro in una fase finale dei mondiali è lo 0-0 al primo turno in Cile nel 1962 ma va fatto un salto ulteriore di 8 anni per aprire definitivamente le porte della leggenda. Premessa doverosa. Stavolta gli effetti della seconda guerra mondiale ci consegnano una Germania divisa in Est e Ovest dal muro di Berlino, fino al 1989, e quindi è la compagine occidentale che darà vita alle grandi sfide con gli azzurri  che però staccheranno il pass ai mondiali del 1970 con il 3-0 di Napoli alla Germania Est. Mazzola, Domenghini e lo splendido colpo di testa in tuffo di Gigi Riva fanno volare in Messico i campioni d’Europa del 1968.

Italia-Germania Ovest 4-3 come dentro un film. E’ il 17 giugno del 1970 è allo stadio Azteca di Città del Messico si gioca la semifinale di uno dei campionati del mondo più belli di sempre. Nell’altura e nella calura messicana, sono le quattro del pomeriggio mentre in Italia è mezzanotte, l’arbitro Yamasaki non sa di dare il via a quella che sarà definita la partita del secolo. Dopo appena 8 minuti un sinistro di Boninsegna, che viene portato in Messico dopo un inconsueto infortunio accorso ad Anastasi, porta avanti la nazionale di Ferruccio Valcareggi. Seguono 82 minuti palpitanti di sofferenza e contropiede con le parate di Albertosi e la staffetta tra i due fuoriclasse Mazzola e Rivera all’intervallo. Nella ripresa è quasi un assedio con un salvataggio spettacolare sulla linea di Rosato, poi si farà male e verrà sostituito da Poletti, e una traversa di Overath. Resistiamo come dentro una trincea. Il 90′ è già scaduto quando Grabowski effettua l’ennesimo cross da destra; il terzino del Milan Karl Heinz Schnellinger si getta in avanti e sorprende tutti battendo Albertosi quasi in spaccata. Supplementari. I tedeschi stanno meglio, malgrado un imperioso Franz Beckenbauer giochi con un braccio fasciato da fine primo  tempo,  e passano subito in vantaggio con il predatore dell’area di rigore Gerd Muller. Sembra fatta per i teutonici ma Burgnich  pareggia quasi subito per l’incredulità del telecronista Nando Martellini a cui probabilmente non era mai capitato di vedere nel giro di pochi minuti due gol di difensori.
Non è finita. A un minuto dalla fine del primo supplementare c’è un rombo di tuono di Gigi Riva, fresco di scudetto con il suo Cagliari, che di sinistro infila Sepp Maier. La Germania occidentale non molla e al 110′ conquista l’ennesimo angolo. Rivera copre il palo alla sinistra di Albertosi. Ricky gli dice di farci andare un difensore. Il golden boy fa cenno che non c’è problema ma si sposta e quando Muller spizza appena il pallone di testa  la palla si infila proprio nel pertugio scoperto. Albertosi dice qualcosa di irripetibile a Rivera che lo guarda ed esclama:” ora vado a segnare”. Si torna per l’ennesima volta a centro campo. Rivera vorrebbe andare in porta ma c’è una muraglia tedesca e appoggia per De Sisti che scarica a sinistra per Facchetti. Il capitano vede Boninsegna che dopo 111 minuti non è ancora stanco e inizia una fuga sulla fascia mancina e mette al centro dove Rivera ha seguito l’azione e con un piatto destro segna il rigore in movimento più bello della storia del calcio spiazzando Maier che si tuffa a sinistra. Vinciamo noi esclama un operatore Rai accanto a Martellini che emozionato dice:”che fantastica partita vi stiamo raccontando amici telespettatori”. Finisce 4-3 e quella partita diventerà veramente un film. All’ingresso dell’Azteca ancora oggi c’è una targa che ricorda quella incredibile impresa. L’Italia stremata cederà in finale al Brasile di Pelè per 4-1 ma ritrova la gloria mondiale dopo i fasti degli anni 30 con il doppio alloro targato Vittorio Pozzo.

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Il resto della storia. Sempre contro la Germania Ovest l’Italia conquisterà il suo terzo titolo Mondiale nella finale del Bernabeu l’11 luglio 1982. Il rigore sbagliato da Cabrini, poi nella ripresa il gol di Paolo Rossi, capocannoniere del mondiale e futuro pallone d’oro, e l’urlo di Tardelli. Altobelli fa dire al presidente Sandro Pertini che non ci prendono più e il maoista Breitner firma il punto del definitivo 3-1. Quando l’arbitro brasiliano Coelho fischia la fine della gara alzando il pallone al cielo il solito grande Nando Martellini urla per tre volte Campioni Del Mondo. Nel 2006 il 2-0 in casa loro a Dortmund ci porta in finale con i gol di Grosso e Del Piero verso lo scadere dei supplementari contro una Germania di nuovo guidata da Jurgen Klinsmann. Un’altra gara leggendaria che aprirà le porte al quarto titolo Mondiale, vinto poi in finale ai rigori con la Francia a Berlino, per la squadra allenata da Marcello Lippi che come Enzo Bearzot nel 1982 era partito tra lo scetticismo di pubblico e stampa. Recitava uno striscione degli italiani che lavorano in Germania:” Con voi abbiamo perso solo quando eravamo alleati”. La storia si ripete nel 2012 quando la doppietta di Balotelli, alla sua miglior partita in azzurro, porta l’Italia di Prandelli in finale all’Europeo  in Polonia e Ucraina. Non basta il rigore di Ozil nel recupero visto che l’Italia soffre ma resiste. Il 2-1 ai tedeschi però sarà l’ultima perla di quell’europeo visto che in finale la Spagna ci rifila un poker senza senza attenuanti. L’ultimo precedente tra Italia e Germania risale all’amichevole del 15 novembre 2013 al Meazza. Hummels e Abate firmano un piacevole 1-1 a otto mesi dai mondiali in Brasile vinti prprio dai tedeschi di Low. In totale su 19 precedenti l’Italia ha vinto 11 volte contro le 4 dei tedeschi e i 4 pareggi tra cui gli 0-0 a Euro’96, Zola sbaglia un rigore e gli azzurri di Sacchi tornano a casa al primo turno, e quello di Argentina ’78 con  tante occasioni fallite dagli azzurri. Italia avanti anche per gol fatti 33 contro i 23 dei tedeschi. Germania-Italia una storia che domani sera apre il capitolo numero 20 e continua ad avere il solito fascino di 93 anni or sono.

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