Hellas Verona, fine del sogno salvezza?

Pubblicato il autore: Luca Vincenzo Fortunato Segui
BPE/Maurilio Boldrini Verona - Mario Bentegodi - 30/10/2013 Campionato Italiano serie A Tim  2013/2014  - Decima di campionato - Hellas Verona vs Sampdoria nella foto Italy Photo Press - World Copyright

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Esattamente 1 mese fa gli uomini di Del Neri vincevano il derby cittadino con il Chievo per 3-1 e proseguivano la striscia di prestazioni positive per risalire la china. Oggi, scialbi e molli come non mai, incassano la sconfitta in casa contro il Carpi e vedono il 17° posto scappare a 9 punti di distanza, abbastanza per iniziare a vedere la retrocessione come realtà.

Presa di coscienza oppure crollo inesorabile? Un po’ tutte e due le cose. Gli scaligeri appaiono infatti di giornata in giornata come uomini rassegnati al proprio terribile destino. Questo triste epilogo, rivedendo la scorsa stagione oppure la prima giornata (Hellas Verona- Roma) di questo campionato, è stato frutto di una stagione negativa in tutti i sensi.
La prima causa può essere assegnata alla situazione infortuni, vero artefice di mille problematiche di formazione prima per Mandorlini e poi per il subentrato Del Neri. In particolare le varie assenze nel reparto offensivo (tra tutte quelle dei titolari Pazzini-Toni) hanno provocato una carenza di gol che l’hanno resa peggior attacco (insieme all’Udinese) con soli 26 centri stagionali. La debolezza difensiva invece è provocata dal secondo problema rilevante (forse il più emblematico): il cambio del Direttore Sportivo (da Sogliano a Bigon). Infatti l’ex  Napoli ha causato un mercato fallimentare sia nell’ottica estiva di riconferma, sia in quello invernale della piena riparazione. Nella prima fase si è puntato ad un ringiovanimento della formazione troppo massiccio (sarebbero bastati pochi innesti per migliorare una squadra rivelazione), nella seconda c’è stata una piena rinuncia alla rincorsa salvezza con pochissimi acquisti sulla scia della progetto di crescita (Marrone dalla Juve, Rebic dalla Fiorentina) e vendite eccellenti (tra tutti Hallfredsson all’Udinese, Rafael al Cagliari e Sala alla Sampdoria). Ultima causa (collegabile alle altre due) è stato lo scaricamento di colpa su Mandorlini, ritenuto come artefice del crollo gialloblù. Il tecnico ravennate si è ritrovato immerso in un incredibile cantiere nel periodo estivo con false speranze di una squadra in grado di replicare il precedente rendimento. E’ uscito vittima da questo percorso travagliato dell’Hellas a fine Novembre, anche se era già stato scaricato dalla società da un po’ di tempo. Il successore, Luigi Del Neri, maestro di situazioni complicate, è caduto anch’esso nella trappola societaria ma ha provato ad estrapolare dai suoi giocatore quel briciolo di orgoglio e speranza nei confronti di una salvezza mai davvero vicina. Le uniche due vittorie ottenute sono il segno più evidente di un rapporto qualitativo inferiore alle altre squadre di serie A, immagine deficitaria di una realtà in ginocchio per errori di valutazione. Quelle soddisfazioni tra Gennaio e Febbraio con i pareggi prestigiosi contro Roma e Inter sono stati semplici fuochi di paglia in confronto al resto del calendario. Sono proprio le sfide contro le squadre di pari livelli che non si è riusciti ad ottenere punti pesanti. Oggi è stata l’ennesima dimostrazione, anche se è venuto meno l’orgoglio caratteristico delle ultime apparizioni. Sembra quasi che quel barlume di speranza si sia spento con 8 giornate di anticipo. Per i tifosi quindi la paura non è più quella di una retrocessione inevitabile, rimane solo quella di una resa incondizionata dei loro beniamini.

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