Il Lotito pensiero: “Sono un esempio per il sistema. In curva si spaccia droga”

Pubblicato il autore: Giuseppe Buonadonna Segui

Lotito

Claudio Lotito, ospite dell’Università Europea Pontificia di Roma in occasione dell’Open Day tenuto per l’inizio dell’ateneo, durante l’intervista ha toccato argomenti importanti riguardanti soprattutto il calcio moderno.
Il presidente della Lazio ha iniziato col dire la sua importanza nel mondo del calcio italiano: “Sono stato sempre osteggiato e criticato, perché ho cercato di mettere dei paletti con diritti e doveri, ma sono diventato un esempio per il sistema, non soltanto per le società che rappresento (Lazio e Salernitana, ndr), ma anche per la Federazione italiana. Cerco di esaltare l’aspetto morale e combattere gli emolumenti eccessivi ai giocatori. Bisogna fare in modo che i campioni, quelli veri, lo siano non solo sul campo, ma anche nella vita per costituire un paradigma per ognuno di noi. Vogliamo trasformare il mondo del calcio in modo positivo“.

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Lotito poi, risponde anche alle domande degli studenti riguardanti le barriere divisorie in curva allo stadio Olimpico: ” Sono scelte che magari non si possono condividere, ma che bisogna rispettare. Un presidente di calcio cosa può fare se non rispettare i dettami delle autorità di pubblica sicurezza? Ci sono stati dei comportamenti che sono stati sottoposti ad autorità giudiziaria e, se ci fossimo opposti, il Prefetto avrebbe decretato la chiusura dello stadio. Su questo tema è stata fatta molta strumentalizzazione, la Curva dall’Olimpico è molto numerosa rispetto a quella delle altre città e merita una gestione diversa. Sono state fatte delle scelte legate esclusivamente alla tutela della sicurezza, quello è luogo di tutti coloro che vogliono accedere, e non è patrimonio esclusivo di nessuno“, aggiunge il numero uno biancoceleste: “Lo stadio è diventato preda di una sparuta minoranza che condiziona la maggioranza dei tifosi, bisogna fare in modo che le persone perbene possano accedere tranquillamente all’Olimpico. In curva ci sono comportamenti non civili e lontani dallo sport. E’ documentato dal Comitato provinciale per la sicurezza che nelle curve ci sia spaccio di stupefacenti, vendita di merchandising falso, reclutamento di persone per commettere reati e prostituzione“.

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Il presidente di Lazio e Salernitana parla anche del rapporto che si sta venendo a creare negli ultimi anni tra giocatori e tifosi: “Ai tempi del presidente Sergio Cragnotti i tifosi hanno avuto un forte peso interlocutorio con la società. Erano intesi come appassionati deformati, facevano pressioni su chi doveva essere ceduto o acquistato. I club erano tenuti in scacco dalla tifoseria che per anni hanno avuto anche il sostegno della stessa con aumenti di capitale. Oggi i ruoli si sono invertiti, i giocatori non possono neanche più andare sotto la curva pena una multa di 40 mila euro“.

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