Johan Cruyff, il cordoglio del mondo del calcio

Pubblicato il autore: Gennaro Esposito Segui

johan cruyff

La notizia della scomparsa di Johan Cruyff all’età di 68 anni ha commosso il mondo del calcio, che sta esprimendo in queste ore il suo cordoglio per la morte di uno dei personaggi più influenti nella storia del calcio.
Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus, ha pubblicato su Twitter il suo messaggio di cordoglio per Cruyff, considerato il vero precursore del calcio moderno: “Ha cambiato il gioco per sempre, da giocatore e da allenatore. #14VoorAltijd, buon viaggio Johann Cruijff”. Anche la stessa società bianconera ha voluto ricordarlo attraverso queste parole: “Campione immenso, grande avversario in quella finale di Coppa dei Campioni del 1973. Ciao Johan, non ti dimenticheremo mai“.
Il profilo ufficiale della Champions League lo ha ricordato così: “L’ex giocatore di Ajax e Barcellona è morto all’età di 68 anni“. Xabi Alonso ha ricordato la grandezza di Cruyff: “Non ci sarà più un altro numero 14“. Particolarmente sentito è il messaggio di cordoglio di Ajax e Barcellona, le due squadre che hanno fatto parte della carriera di Cruyff. Il profilo della Roma ha pubblicato questo: “Il calcio ha perso oggi una delle sue leggende: riposa in pace, #Cruyff”.
Cruyff era affetto dal 22 ottobre 2015, giorno in cui ha reso nota la notizia, da una grave forma di tumore polmonare: quest’oggi si è spento all’età di 68 anni e tra un mese, precisamente il 25 aprile, ne avrebbe compiuti 69.
E’ considerato come uno dei miglior giocatori nella storia del calcio ed è l’unico, insieme a Platini e Van Basten, ad aver vinto tre Palloni d’Oro nel 1971, 1973 e 1974. In 716 partite ufficiali tra squadre di club e nazionale olandese ha messo a segno un totale di 402 gol. La classifica stilata dall’IFFHS lo ha eletto come secondo miglior calciatore del 20° secolo, dietro soltanto a Pelè.
Cruyff fu l’interprete più emblematico del calcio totale, la rivoluzione calcistica messa in atto dall’Ajax e dall’Olanda che trasformò radicalmente il modo di giocare tra la seconda metà degli anni sessanta e la prima metà dei settanta. E’ inoltre uno dei sei allenatori ad aver vinto la Coppa dei Campioni dopo averla conquistata anche da giocatore: detiene questo record insieme a Miguel Munoz, Giovanni Trapattoni, Josep Guardiola, Frank Rijkaard e Carlo Ancelotti.

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