La Gazzetta pubblica la lettera di un non vedente a Marchisio

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui

Juventus-Chelsea
Il tweet di Claudio Marchisio, il “principino” ha scatenato polemiche, riguardo alla gara di coppa Italia, tra Inter e Juventus. Giornali, media e tv, si stanno accanendo contro il centrocampista azzurro e bianconero, per quella frase, che poteva risparmiare. Nonostante, un altro tweet di scuse, contro i non vedenti, la Gazzetta dello Sport, ha riportato una lettera di un tifoso juventino, appunto non vedente, che farà riflettere il calciatore: “Ciao Claudio, mi chiamo Giovanni sono un grande tifoso della Juventus, nonché tuo grande ammiratore col piccolo problema di essere non vedente. Ho avuto la fortuna di incontrarti a Vinovo, riuscendo a farmi fotografare con te. Quando vengo allo Stadium indosso sempre la tua maglia, perché tu rappresenti al meglio la Juventinità. Ho saputo del tweet. Sono sicuro che tu l’abbia postato con tutta la leggerezza di questo mondo, anche perché le cose per la nostra Juve in quel momento non volgevano al meglio e so bene che certi social raccolgono emozioni a caldo, anzi a caldissimo. Ma i tifosi della Juve non vedenti come me (ti assicuro, sono tantissimi), non meritavano quella leggerezza. Sono venuto fino a Berlino per la finale, ho seguito le Olimpiadi invernali di Torino e tanti altri avvenimenti sportivi, sono stato campione italiano di judo non vedenti. Del mio handicap non mi frega niente e riesco a fare comunque quello che mi piace. Ma non è giusto scherzare sulla nostra condizione e servirsene come insulto. E’ offensivo. Nessuno di noi, potendo, avrebbe scelto di non vedere. Per chi non vede dalla nascita, i colori non hanno senso. Non so cosa sia il verde del prato, che tutti dicono sia bellissimo, né il bianco e il nero che sono la nostra bandiera. Chiudi gli occhi un attimo, Claudio. Ecco. Però di calcio ne capisco, quindi quel tweet è anche sbagliato oltre che brutto, perché non vedente non è sinonimo di incompetente. Ti assicuro che se vedessi una partita accanto a uno come me e all’amico che mi racconta ciò che accade in campo, capiresti quanto me ne intendo. Ero sicuro che ti saresti scusato per quel tweet sbagliato. Bene. Ritiro la lunga squalifica che avevo in canna: un anno bandito dal mio zaino da viaggio. Mi limito a un solo turno di sospensione, simbolico: alla prossima partita allo Stadium, vestirò la maglia di Chiellini. Ciao, Claudio. Un abbraccio. Ci vediamo a Vinovo”

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