L’editoriale di Ugo Russo – La ingannevole figura del giornalista-tifoso

Pubblicato il autore: Ugo Russo Segui

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Mai come questa volta la pausa del campionato, per permettere alla nazionale di giocare due amichevoli importanti in vista dei prossimi Europei, é risultata opportuna. Una sosta malvista da molte società che temono il pericolo di infortuni per i loro giocatori prestati alla maglia azzurra, specie a questo punto decisivo della stagione in cui si sono già sobbarcati decine e decine di partite, ma importante per smorzare le polemiche generate soprattutto dopo l’ultimo turno di campionato.
Ed é ridotto talmente male questo calcio (e dopo entreremo maggiormente nei dettagli) che permette a tutti di parlarne e di scriverne; da qui partono in particolar modo le polemiche, le contestazioni, le acrimonie, perché si configura per almeno il sessanta per cento (ed é una percentuale per difetto) la figura del giornalista-tifoso, quello che viene dalle curve e che fa sempre mancare la corretta informazione. Per lui c’é solo un imperativo: dire che c’é in ogni occasione un motivo per cui la propria squadra del cuore ha perso, mai che é scarsa. Arriva, costui, a fare servizi (audio, video o su carta stampata che siano) in cui manca l’episodio che ha favorito la sua squadra. E per far risalire la china a questa equipe, già di per se stessa aiutata da fortuna sfacciata e tante decisioni arbitrali favorevoli, si fa di tutto, anche mettere una contro l’altra le tifoserie delle uniche due formazioni vere che può schierare in campo il nostro mondo del pallone, le sole meritevoli di giocarsi lo scudetto: la Juventus e il Napoli.

Così pseudo-giornalisti hanno spinto altrettanti “colleghi” campani ad accusare la Juventus (che in un passato neanche troppo recente ha avuto favori molto più clamorosi) di aver rubato l’ultimo derby col Torino; é inconfutabile, era regolare il gol annullato a Maxi Lopez, tenuto in gioco in maniera millimetrica da Cuadrado, ma nessuno poi ha detto, o lo ha detto in maniera molto soft, che il Napoli ha vinto l’ultima partita casalinga con il Genoa con la seconda e terza rete (che hanno significato il successo partenopeo) chiaramente irregolari. Non offendiamo la gente, cerchiamo di essere equilibrati ed obiettivi nei giudizi. Anche perché così fai parlare in modo opposto alla realtà, esaltandole come grandi, di squadre che, pur non essendo tra le prime due, dovrebbero avere almeno 15 punti in meno ed invece la domanda che spesso si fa, aprendo trasmissioni pur storiche, é sempre quella: “Ma la…. può vincere lo scudetto?”. Basta!!!

Per fortuna c’é un altro venti per cento di giornalisti-tifosi che sono, però, giusti e professionali e narrano realmente le cose come stanno.
Ed infine c’é il rimanente venti per cento di giornalisti che non ha simpatie per alcuna squadra, anche perché oggi come oggi, per la bruttezza del gioco e le tante cose marce di questo calcio sarebbe una bestemmia “ammalarsi” per sostenere un qualsiasi team. E da loro trovi ancora una disamina veritiera di come sono andate le cose. Il brutto é che molti di questi non occupano i posti che meriterebbero…
Devo fare i complimenti a questo sito per come scrive di calcio. In maniera onesta, corretta ed anche le sue rubriche sono studiate e rese alla lettura come si dovrebbe fare, sempre. Ad esempio quella inerente la classifica senza sviste arbitrali. L’argomento é delicato ma é preso in esame e valutato con oculatezza.
Non si può, come fanno certi altri, scrivere che una squadra strafavorita é in debito di punti perché, pur avendo vinto una tal partita nella stessa non ha avuto un rigore e si aggiunge un punto in più!
E in calce alla classifica di Superscommesse viene riportato chi ha avuto più aiutini in assoluto: la Roma. Concordo. Il meraviglioso pubblico giallorosso, che ormai é giustamente abituato ad avere il palato fine vista la posizione di eccellenza meritata dalla sua squadra da anni a questa parte, sa, però, in genere, avere una spiccata coscienza critica e sa riconoscere le cose. Sa, ad esempio, che negli ultimi due campionati la Roma ha giocato male, manca di continuità e solo in quest’ultimo periodo sta evidenziando miglioramenti specie sul piano fisico. Ma sta avendo molto di più di quello che merita: lo scorso anno non sarebbe dovuta arrivare al secondo posto, quest’anno ha un cospicuo numero di punti in più di quelli che dovrebbe avere, che le permettono, ormai con concrete speranze, di puntare ai preliminari di Champions! Sempre nella vostra postilla si fa riferimento a certe partite vinte o pareggiate immeritatamente dalla Roma e già sono tante; io aggiungerei anche (andate a rivedere gli episodi) la gara di Modena, il match di ritorno con il Frosinone, la partita di Firenze e la gran fortuna, avendo giocato per lunghi tratti peggio degli avversari, con il Sassuolo (al ritorno), contro la Sampdoria, a Udine per il palo di Zapata. Si dirà: ma ha vinto otto partite di seguito. Anche alcuni degli episodi raccontati facevano parte di quelle otto gare…
Scrivevamo poc’anzi di un calcio mediocre, di un campionato deludente e comunque in un contesto mondiale dove si denota un netto scadimento dei valori tecnici, con solo due-tre squadre di ottima levatura e quattro-cinque calciatori da additare come grandi. Il resto é molto scarso. Delle italiane, uniche a poter competere con il calcio continentale sono state proprio la Juventus (estromessa dalla competizione maggiore da vergognosi aiuti arbitrali al Bayern) e il Napoli (limitatamente alla fase preliminare dell’Europa League).

In chiusura permettete anche al sottoscritto di ricordare Johann Cruyff, fenomenale campione scomparso la scorsa settimana. Faceva parte del calcio di una volta, quello vero, quello che entusiasmava me e decine di milioni di innamorati del pallone. E lui estasiava con il suo modo di muoversi in campo. E’ stato il primo a capire che il ritmo del gioco sarebbe aumentato fino a diventare vertiginoso, ma metteva in pratica tutto questo usando due piedi sopraffini, con il pallone che rimaneva incollato agli stessi. Era immarcabile. Faceva parte, in terra ed ora in cielo, dei più grandi di ogni tempo.

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