Lega di Serie A e Federazione: calcio e basket, a che gioco giochiamo?

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

Giovanni-Malagò-insieme-a-PetrucciLega di serie A e Federazione ai ferri corti.
No, non si tratta di un incontro di scherma, né tantomeno di una rifinitura all’uncinetto.
Il giuoco Calcio e il Basket, o Pallacanestro, sono accomunati da vicende simili.
Il dispettuccio della Lega di Serie A di Calcio di non anticipare o modificare la data prevista per la finale di Coppa Italia (vedi comunicato stampa) non è che l’ultimo in un botta e risposta tra le massime cariche politiche dello sport più Amato dagli Italiani.
In verità per quanto infantile possa sembrare, la vicenda ha una forte valenza simbolica nel quadro di gestione del patrimonio sportivo e, soprattutto, economico.
La Lega Calcio ha dichiarato la propria autonomia con un silenzio assordante. Ha redatto e pubblicato il comunicato stampa come se le dichiarazioni del C.T. della nazionale italiana Antonio Conte e del presidente federale Carlo Tavecchio non ci fossero state.
È a voler vedere bene un suo diritto ma l’esercizio del proprio interesse a discapito della collaborazione e del buon senso non porta mai niente di buono.
Detto questo, più mediatico che sostanziale, il fatto clamoroso arriva dal Basket.
La Federazione Pallacanestro, FIP, ha di fatto esautorato delle proprie funzioni ordinarie la Lega Basket di Serie A, revocando le deleghe organizzative.
Comunicato stampa FIP
Motivo?
La Federazione (pres. Petrucci) raccoglie l’invito del Coni (Malagò) (“La giunta ha invitato la Fip a valutare se l’operato della Lega di Serie A si ponga in contrasto con i principi del regolamento internazionale“) e interviene a gamba tesa dopo la vicenda Eurocup. Per le squadre – Milano, Sassari, Reggio Emilia e Trento –  che hanno firmato per disputare la Coppa, di fatto antagonista della Euroleague, gestita dalla FIBA (organismo internazionale di cui la FIP fa parte), arriva la diffida a giocare la competizione. In caso contrario potrebbe arrivare la squalifica dal campionato.
Pugno duro quindi del consiglio nazionale della Fip (Federazione italiana pallacanestro) contro la Lega (sfiduciata dalla Fip, che riassume tutti i poteri).
La reazione della Lega non si è fatta attendere: «Non si comprende a quale titolo la Fip risolva una convenzione che scade il 30 giugno 2017. Se esiste un giusto motivo per risolvere l’accordo, occorre che la Federazione dica espressamente quella sia tale causa. Non è sufficiente richiamare una presunta violazione del principio di centralità della Fip e del dovere di osservare le disposizioni del Coni, della Fiba e della Fip, che, secondo la ricostruzione della Federazione, sarebbe stata messa in atto da questa Lega con la delibera del 17 marzo u.s. È evidente che esiste un problema di natura legale. Ma questo problema, che non è stato risolto da nessuno in tutti questi anni, va oggi risolto non attraverso procedimenti sanzionatori, ma all’interno di un percorso che veda coinvolte tutte le istituzioni del basket a livello nazionale e internazionale. Nell’ ambito delle norme e dei principi sopra richiamati, la Lega proseguirà in tale percorso la prossima settimana, quando sarà convocata un’apposita Assemblea».
Una diatriba che avrà sicuramente strascichi legali, che non ha nulla a che vedere con il gioco, intendendo la natura intrinseca di svago e divertimento, ma sembra più un avallo alla famosa massima di Pierino: “il pallone è il mio e allora faccio come mi pare“.
Se il calcio ha poco appeal e pochi risultati e il basket sfugge dai normali canoni del buon senso allontanandosi dal movimento di base un motivo allora c’è.
Il pesce puzza sempre dalla testa.

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