Manenti, di nuovo a Parma. A volte ritornano…

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

manenti
Manenti, eccolo di nuovo, nuovamente in Emilia, fortunatamente non per fatti riguardanti il calcio. A Parma tirano un sospiro di sollievo, perchè si tratta di un personaggio che tutti ricordano ancora bene. In negativo come in positivo basta poco per farsi ricordare, basta un mese in questo caso.
Giampiero Manenti è l’emblema dell’anti presidente: il 9 febbraio 2015 acquista il club alla cifra simbolica di un euro, neanche trenta giorni dopo, il 18 marzo, viene arrestato con l’accusa di tentato reimpiego di capitali illeciti e indebito utilizzo di carte di credito.
Un personaggio insolito, la caricatura di un Presidente, beffa finale e assolutamente immeritata per una società e per una squadra così gloriosa. A Parma stanno ancora aspettando i suoi fantomatici milioni, a Parma dire Manenti equivale a lanciare un anatema.
Evidentemente però, parliamo di un tipo dalla pellaccia dura, poiché, dopo una tale figuraccia, ha avuto ancora il coraggio di ripresentarsi sulla scena del delitto.
“Sono già venuto a Parma altre volte dallo scorso ottobre – dice Manenti, contattato sul cellulare – non ho nessun divieto, no? Non vedo che problemi dovrei farmi, le cose so bene come sono andate e io non ho preso in giro nessuno. Sono qui per lavoro, solo per questo, faccio consulenze per aziende. E’ quello che ho sempre fatto e continuo a farlo, in tutta Europa, non solo in Italia. Con il calcio ho chiuso, fortunatamente”.
L’imprenditore, se così vogliamo definirlo, non si limita a difendersi, ma attacca anche: “E’ stata proprio una grande inchiesta quella per cui sono stato incastrato, se non ve lo ricordate, vi rinfresco la memoria: per una carta di credito da 500 euro. D’ora in poi, continua Manenti, quando mi daranno una carta di credito chiederò bene da chi l’ha avuta, è stata una situazione irreale, quasi comica.
Hanno fatto un’inchiesta in cinque giorni e mi hanno arrestato il 18 marzo, quando il 19 marzo doveva essere il giorno atteso, quello in cui si sarebbe deciso tutto il destino del Parma. Solo un caso? Le sembra una coincidenza? A me no, ma non prendiamoci in giro, non siamo bambini, siamo adulti consapevoli. Bastava dirlo prima, senza fare tutto questo pastrocchio”. 

Inutile mettere ancora il dito nella piaga, il Parma ora è ripartito da una società solida. Milita in Serie D, è in testa al campionato con quattro punti di margine sulla seconda classificata, e si è liberato delle scorie di una gestione societaria folle. La stagione 2014-2015 è stata da incubo, ma ora quella parentesi è finita e la risalita può iniziare, già da quest’anno.

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Giampiero Manenti torna a Parma, ecco le sue parole: “Perchè l’Inter non è fallita, mentre il mio Parma si? Ora rispondetemi!”

L’ex Presidente parmense rincara la dose e si lancia in dichiarazioni sempre più pesanti, spesso il silenzio sarebbe la scelta migliore, ma evidentemente il buon senso è merce rarissima di questi tempi, specie nel calcio.
“Vi faccio presente una cosa: ho letto sulla Gazzetta dello Sport che l’Inter ha un debito di 417 milioni. Perché non fanno fallire l’Inter, perché non riservono alla squadra di Tohir lo stesso trattamento riservato al Parma? Scrivono che il club aveva 200 milioni di debiti, tutte falsità: saranno stati 60, 80 al massimo. Sa quante situazioni di questo tipo ci sono nel campionato? Decine, ma doveva fallire il Parma, fatevene una ragione, come me la sono fatta io.”
Parole, parole, parole. Discorsi che pronunciati da una persona così misera perdono qualsiasi rilevanza o credibilità, anche se alcuni concetti possono essere condivisi. Manenti è fuori dal calcio, Manenti non ha più nulla a che fare con Parma e con il Parma: la gente può stare tranquilla. Un mese di fuoco, ormai un ricordo.

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