Mihajlovic Milan, il lungo addio

Pubblicato il autore: Alessandro Cipolla Segui

mihajlovic milan

Che non fosse un matrimonio facile già si sapeva ma qui si rischia che la vicenda Mihajlovic Milan diventi una telenovelas. Quando questa estate i rossoneri infatti annunciarono  che il prossimo allenatore sarebbe stato l’ex mister della Sampdoria e della nazionale serba non in pochi pensarono che sarebbe stata una convivenza molto difficile. I rossoneri infatti venivano da diverse stagioni negative, l’ultima disastrosa, ma la proprietà da sempre ha scaricato le maggiori colpe sugli allenatori di turno, forti anche di un monte ingaggi che certificava come la squadre fosse competitiva. Su chi però decidesse a quali giocatore dare questi contratti il patron Berlusconi non ha mai avuto dubbi, con il mammasantissima Amministratore Delegato Galliani uscito sempre indenne dalle feroci critiche padronali, mentre invece la tifoseria ne chiedeva da tempo la testa. Ma non un rapporto che va avanti da decenni, che ha portato trofei a bizzeffe nella bacheca del club facendone uno dei più titolati club al mondo, non è facile da scalfire così è molto più facile additare tutte le colpe al mister di turno. Così è stato per tutti, da Ancelotti ad Allegri nessuno è stato risparmiato dal fuoco di critiche presidenziali se non si raggiungevano gli obiettivi preposti. Quest’anno poi Berlusconi ha messo mano al portafoglio spendendo decine di milioni di Euro per costruire una squadra all’altezza, con il compito del tecnico serbo che si faceva ancora più arduo visto le grande aspettative, visto  che si chiedeva una squadra capace di ritornare in Champions League, da sempre considerato l’habitat naturale del diavolo. Altro aspetto che suscitava molte perplessità sulla tenuta del rapporto è che il carattere di Sinisa è risaputo come essere uno non proprio disposto a compromessi o ad abbozzare, con la situazione che sembra una bomba ad orologeria pronta ad esplodere in ogni momento.

Addio a fine stagione

Il sentore più comune è che le strade del Milan e di Mihajlovic si separeranno a fine stagione. A prescindere da come finirà la finale di Roma della Coppa Italia, che vedrà i rossoneri impegnati contro la Juventus e che chiuderà di fatto la stagione, la sfida dovrebbe essere l’ultima con Sinisa in panchina ma non potrebbe essere l’unico a dire addio. A fargli compagnia potrebbe esserci anche quel Mario Balotelli che non ha convinto assolutamente finora e che, con ogni probabilità, al termine della finale verrà impacchettato in un barcone sul Tevere e rispedito via fiume a Liverpool dove di certo non lo aspetteranno a braccia aperte. Con l’obiettivo terzo posto ormai lontano la dirigenza rossonera pare sia intenzionata a cambiare ancora a giugno, con il tecnico del Sassuolo Eusebio Di Francesco che pare essere in pole position con più indietro quello del Bologna Roberto Donadoni. Quello che sperano Galliani e Berlusconi è di imitare il Napoli che, optando per Sarri in passato accostato anche alla panchina del diavolo, ha dato una svolta importante superando l’empasse dell’era Benitez e dimostrando che anche un allenatore proveniente da squadre meno blasonate possa fare bene in un top club. Al massimo comunque rimarrebbe sempre un ottimo parafulmine per eventuali insuccessi.

  •   
  •  
  •  
  •