Milan, ora devi reagire! Senza atteggiamento vincente non si ottengono i risultati

Pubblicato il autore: federica di bartolomeo Segui

Campionato di Calcio Serie A TIM 2015/2016 2 GiornataMilano - 29.08.2015Milan-EmpoliCos’è successo al Milan? In tanti se lo stanno chiedendo all’indomani del secondo ko consecutivo, sì, perché l’inutile 0-0 contro il Chievo, sa più di disfatta che di pareggio. Sempre più infuriato Berlusconi che il terzo posto lo pretendeva, anche se aveva fatto i conti senza l’oste, si arrende invece Mihajlovic che sembra non veder più la luce in fondo al tunnel. Due passi indietro, contro Sassuolo e Chievo, che pesano, perché hanno riportato a galla i limiti di una squadra che aveva dato solo l’impressione di essere guarita. Duri Abate e soprattutto Abbiati nel post partita contro chi non si impegna e non dà il massimo: “Dobbiamo giocare tutti per vincere, perché se anche uno su undici non ha lo stesso atteggiamento vincente non si ottengono risultati”.

Crederci e vincere si era detto, ma se si scende in campo con un atteggiamento rinunciatario e senza cattiveria non si va lontani. I fatti lo confermano: il Milan non riesce ad andare oltre quel sesto posto che occupa dalla prima del girone di ritorno. 11 punti dal terzo posto sono tanti e quasi impossibili da recuperare, se si considera con che marcia viaggia la Roma, ma anche il quarto e il quinto diventano utopia se si lasciano punti su campi non facili, ma alla portata.
Il Milan in questa stagione ha sempre sognato, parlato e sperato, ma non ha mai dimostrato, perché se analizziamo nel dettaglio il periodo positivo, solo la gara contro Fiorentina e Inter meritano un discorso a parte. E il sesto posto, ora, sa di rinuncia, come se dopo aver raggiunto la finale di Coppa Italia il Milan si sia accomodato lì, nella convinzione che basta quello per andare in Europa League e se poi si dovesse vincere la Coppa tanto di guadagnato. Questo quello che si vede, o almeno quello che è emerso dopo Milan-Alessandria. In nove gare, però, tutto può succedere, non tanto guardando chi sta davanti ma chi sta dietro e anche il sesto posto potrebbe non essere più una certezza. Serve quindi una svolta a partire dalla prossima partita contro la Lazio, per cercare di arrivare a fine stagione quanto meno a testa alta. Il futuro di Mihajlovic, poi, dipenderà dalla Coppa Italia, ma dato che per ora si prospetta un altro cambiamento radicale è lecito chiedersi: chi vorrà correre il rischio di bruciarsi su una panchina che scotta così tanto?

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