Milan, più Parolo… che fatti

Pubblicato il autore: federica di bartolomeo Segui

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Ennesima occasione sprecata dal Milan. Due i punti conquistati dai rossoneri nelle ultime tre partite con un solo gol segnato, un dato che non passa inosservato. Si dà la colpa agli attaccanti che concretizzano poco, ma bisognerebbe osservare piuttosto la squadra nel complesso. Gioco non brillante, difficoltà nel costruire la manovra offensiva e soliti limiti a centrocampo, a ciò si aggiunge anche il poco cinismo, che ha portato a sprecare le palle giocabili arrivate lì davanti.

Manca la serenità per fare gol, ha detto Mihajlovic nella conferenza post partita, giusto, perché la pressione che arriva dai piani alti non la vive solo l’allenatore, ma si riflette su tutta la squadra. Aritmeticamente parlando il Milan è ancora in corsa per il terzo posto, ma se non riesce ad approfittare dei passi falsi di Roma, Inter e Fiorentina, è inutile persino stare a discuterne. Quella con la Lazio era l’occasione perfetta per recuperare qualche punto sul terzetto che precede (escludendo ovviamente Juventus e Napoli), ma così non è stato e i fischi sono più che meritati, dato che in campo si è vista più rinuncia che voglia di riscatto. La sfortuna ci mette sempre del suo, con la traversa nel primo tempo di Bonaventura su punizione e il palo nella ripresa, ma le sviste arbitrali hanno anche salvato il Milan, visto che nessuno si è accorto delle evidenti mani di Zapata su rimpallo di Djordjevic nel finale. Qualcuno recrimina un rigore per parte, ma non si può fare appello ogni volta a questo, giudichiamo quello che abbiamo visto: il Milan poteva fare di più e ha pareggiato per proprio demerito. Male Antonelli, che ultimamente si era dimostrato uno dei migliori, in evidente affanno Bonaventura, ma soprattutto Honda.

Poca cattiveria in campo, tanta fuori dove continua il botta e risposta presidente-allenatore:“Le piace il gioco di Mihajlovic?” “Che domanda mi fai?” più chiaro di così Berlusconi non poteva essere. Il “bel giuoco” non c’è, è vero, ma la squadra è con l’allenatore che giustamente nel post partita ha così replicato ai microfoni di Sky: “Il presidente non è tanto diverso dagli altri. Come ogni presidente parla, giudica, fa le sue considerazioni, poi a fine campionato decide se confermare o mandare via l’allenatore”.

Ancora una volta, però, più parole che fatti, perché il dobbiamo dare tutto della vigilia non si è concretizzato in campo, nello specifico, poi, più Parolo che fatti, il giocatore che ha sbloccato la gara dopo solo otto minuti, ha portato a cinque il proprio bottino di gol contro il Milan in carriera.

Il sogno Champions è ormai un discorso rinviato alla prossima stagione, con o senza Mihajlovic in panchina, ma anche la qualificazione diretta in Europa League per piazzamento in classifica è prossima a sfumare. Le speranze del Milan sono aggrappate alla finale di Coppa Italia, ma se le premesse sono queste con la Juve è già una partita persa, è bene quindi guardarsi alle spalle e consolidare il sesto posto, se non si vuole perdere anche l’unico pass rimasto per l’Europa.

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