Moggi: “Allegri resta. Sorprese? Viola e Napoli. Su Samp, Palermo e Bologna…”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

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L’ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi ha rilasciato un’intervista a TMW, dove tra gli argomenti parla del futuro di Conte e Allegri. Ecco le sue dichiarazioni:

Conte-Chelsea ci siamo, cosa pensa?: “È un buon allenatore, farà bene anche in Inghilterra”.

Piccolo problema: difficilmente Conte porterà con sè tutto il suo staff: “Questo è un problema. Ogni allenatore deve lavorare con il suo staff”.

Allegri alla Juve sempre più leader: “Rimarrà. Ho sempre detto che la Juve sarebbe tornata in alto e così è stato, brava la squadra. E bravo Allegri”.

Le squadre rivelazione?: “Fiorentina e Napoli. Che partita l’altra volta. Sono le due squadre che mi hanno impressionato. Sousa per la Fiorentina è un punto di partenza importante, l’allenatore avrebbe voluto un rinforzo a centrocampo e non gliel’hanno preso e ci può stare che si sia arrabbiato ma alla fine rimarrà in viola”.

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Beh, tra le rivelazioni anche il Bologna: “Ha cambiato allenatore e così ha ottenuto risultati, bravo Donadoni. E poi c’è Corvino, sul quale non ci sono dubbi: è bravo”.

Sabatini verso l’addio alla Roma?: “Sabatini lo confermano, può darsi che vada via lui. La Roma aveva un allenatore poco adatto per vincere il campionato, ha preso Spalletti e il trend è cambiato. Probabilmente, se avessero cambiato prima accorgendosi del problema Garcia, avrebbero potuto lottare per lo Scudetto”.

Deludono Palermo e Sampdoria: “Beh, a Palermo con Zamparini è difficile. Per quanto riguarda la Sampdoria, un conto – parlo di Montella – è allenare la Fiorentina e un altro una squadra che è impaurita perché lotta per la retrocessione. Magari Montella non è l’allenatore adatto per togliere una squadra da questa situazione. Tornando al Palermo, un po’ di confusione c’è stato: Perinetti, Ceravolo che non è stato neppure collaudato e poi altri cambi. Ma diciamoci la verità: Zamparini vuole fare il direttore sportivo, chiunque non lo segue deve giocare a nascondino. Aver mandato via Perinetti è stato un errore gravissimo, gli reggeva la situazione”.

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Direttore, la verità: non le manca operare nel calcio?: “Forse sono io che manco al calcio. Ma questo calcio non mi manca. Faccio il giornalista, se sbaglio un giudizio pazienza”.

L’Italia e il dopo Conte: un nome?: “La Nazionale deve essere intesa come un punto d’arrivo di chi deve portare i giocatori più in forma. Credo che per chi va in Nazionale, raggiungerla sia un prepensionamento. Capello per intelligenza e competenze sarebbe l’ideale”

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