Morte Paolo List: SLA colpo finale di uno sport che ti ammazza giovane

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

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Sclerosi Laterale Amiotrofica. Uno spauracchio, un male molto più grande di quanto si voglia far credere. Un qualcosa che ha letteralmente falcidiato la vita di numerosi calciatori del passato, a discapito di chi ancora si ostina a dire che non ci siano legami tra la malattia, lo sport e il doping. L’ultima vittima si chiama Paolo List, classe 1963, ex terzino del Foggia di Zeman che ha indossato anche le maglie di Bologna, Monopoli e Jesina, cominciando la carriera nelle fila del Pergocrema, a pochi chilometri dal suo paese natale, Casalbuttano ed Uniti.

La SLA si è insidiata impetuosamente e subdolamente nel linguaggio comune di chi mastica sport, non solo calcio, quotidianamente. Una mostro che getta più di qualche ombra sulla gestione farmaceutica degli spogliatoi delle squadre italiane, almeno fino a un ventennio fa. Da Beatrice a Signorini, tanti sono stati i casi in cui il mondo del calcio, con il suo solito fare ipocrita e buonista, si è trovato a piangere la scomparsa di suoi protagonisti. Il tutto però, è sempre rimasto incastrato in un alone di mistero. Tanto che a parlare di omertà forse non si fa peccato. E se l’omertà, nella vita di tutti i giorni, può essere usata per motivi riprovevoli quanto buoni, in questo contesto assume certamente un contorno di gravità che mette quasi i brividi.

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A distanza di anni, dopo il ciclone Juventus sul finire degli anni novanta, esiste ancora il doping nel mondo del calcio? Come possiamo asserirlo positivamente o negativamente? Di sicuro la vox populi vuole che alcune sostanze siano state sempre utilizzate all’interno degli spogliatoi e, se non si tratta di vox dei, è certamente foraggiata da casi come quello di List o da spifferi che sempre più spesso celano dall’abbottonato circo dei pallonari. Certamente resta difficile guardare questo sport con l’amore e il rispetto che ha permesse, a tutti noi, di avvicinarlo. Dal calcioscommesse alle sostanze dopanti, sono più le motivazioni per farne oggetto di approfondita investigazione con fini giudiziari che anfratto romantico in cui gettare i propri sentimenti. Riposa in pace Paolo, ennesima vittima di un mondo infame e tendenzialmente connivente con le proprie magagne.

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