Nazionale, quanti infortuni. A cosa servono queste amichevoli?

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui

conte-tavecchio-800Da allenatore della Juventus aveva in più di una occasione storto il naso per le convocazioni in Nazionale dei suoi giocatori in momenti decisivi della stagione. Oggi, Antonio Conte, ct dimissionario dell’Italia, si trova dall’altra parte della barricata e deve fare i conti con una situazione che vede numerosi giocatori in orbita Nazionale non al meglio della condizione fisica. In vista delle ( quanto utili non sappiamo….) amichevoli contro Spagna e Germania dei prossimi giorni hanno lasciato il ritiro di Coverciano due giocatori convocati nei giorni scorsi da Conte. Si tratta del centrocampista del PSG Marco Verratti, e del difensore della Juventus Andrea Barzagli. Il primo, già fermo da qualche tempo per un problema di pubalgia, era stato convocato da Conte soltanto per essere sottoposto ad ulteriori accertamenti da parte dello staff sanitario della Nazionale. Verratti, la cui condizione fisica continuerà ad essere monitorata con attenzione anche nelle prossime settimane, ha lasciato oggi il ritiro della Nazionale e dopo lui, stesso percorso, lo ha fatto Andrea Barzagli. Infatti il difensore della Juventus ha accusato un risentimento muscolare alla coscia sinistra che ha convinto i medici (in primis Castellacci) e lo stesso Conte a rispedire a casa il centrale.  Lo stesso difensore bianconero era stato in dubbio nei giorni scorsi anche per il derby, poi giocato, contro il Torino. E proprio da Torino , ieri, era arrivato il forfait dell’attaccante Ciro Immobile, uscito per infortunio nel corso della gara tra Torino e Juventus, che è stato rimpiazzato da Okaka.
I numerosi infortuni che rischiano di influenzare in negativo il lavoro della Nazionale portano nuovamente a galla il tema dell’utilità di queste amichevoli internazionali organizzate nel bel mezzo di stagioni calcistiche già zeppe di impegni.  Appare evidente che vi possa essere in queste occasioni un occhio di riguardo nei confronti dei top club che sono impegnati a livello nazionale ed internazionale  a contendersi il primato nei rispettivi campionati o la vittoria delle competizioni europee. Sarebbe meglio, probabilmente, pensare ad una nuova forma di organizzazione della stagione calcistica, ridistribuendo gli appuntamenti in maniera più omogenea andando incontro, prima di tutto, alle esigenze dei calciatori che arrivano spesso e volentieri a fine stagione ” spremuti” come limoni.

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