Non decisivo a chi? Ibra fa 50 e zittisce le critiche

Pubblicato il autore: Gianluca Cedolin Segui

Ibra
Da tutti considerato uno dei migliori attaccanti degli ultimi anni, vincitore di dieci titoli nazionali in quattro paesi (dodici con i due tolti alla Juventus), a Zlatan Ibrahimovic viene spesso rimproverato di non essere determinante nelle sfide di Champions League. Nonostante sia stato spesso protagonista in top club europei, ha steccato qualche partita nella fase a eliminazione diretta della Coppa dalle grandi orecchie infatti, e difficilmente puoi perdonare questo a uno con il suo talento (fisico, tecnico e caratteriale).

Ma Ibra, con l’incrollabile fiducia in se stesso, ha continuato a lavorare, raccontando di come la Champions ormai non sia una sua ossessione. E ieri, a 34 anni, ha trascinato il PSG nella vittoria di Stamford Bridge contro il Chelsea che significa quarti di finale per i parigini. Un assist e un gol, l’ottavo in un incontro a eliminazione diretta in Champions, per allontanare per una notte i fantasmi del passato. Le inglesi tutto sommato non portano male a Ibra, se si esclude l’eliminazione contro il Manchester United patita ai tempi dell’Inter di Mourinho. Contro l’Arsenal infatti Ibra ha prima segnato una doppietta con la maglia del Barcellona, decisiva per il passaggio blaugrana in semifinale, e poi replicato con gol e assist due anni dopo nel 4-0 del Milan a San Siro.

Con il gol messo a segno ieri Zlatan ha raggiunto quota 50 reti nelle quote europee, una cifra niente male per un giocatore “non decisivo”. Come aveva preannunciato lui stesso prima della partita, Ibra sta attraversando un periodo di forma eccezionale, e il suo Paris Saint Germain sembra essere finalmente diventata una squadra in grado di andare fino in fondo in Coppa dei Campioni.
Adesso i francesi attendono il sorteggio, sperando magari di non incappare nuovamente nel Barcellona ai quarti di finale. Con un Ibra in queste condizioni, la Champions sembra davvero possibile, e per il gigante svedese non ci sarebbe modo migliore per salutare il calcio europeo. In Italia sono in tanti ad augurarselo, dai milanisti agli interisti fino a qualsiasi appasionato di calcio: gli juventini vogliono invece almeno aspettare una settimana prima di decidere se tifare per Ibra o sperare di non trovarselo contro ai quarti…

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