Olimpico e ASRoma: tifosi o clienti?

Pubblicato il autore: cdistefano Segui

Olimpico
Ieri all’Olimpico per Roma – Fiorentina, prima del passaggio dei tornelli, ho assistito ad una scena sempre più comune negli stadi italiani. Una coppia di giovani turisti inglesi di orgine indiana muniti di berretto rosa con stemma della Roma lei e sciarpa e berretto lui, bevevano una birra prima di andarsi ad accomodare in Tribuna Monte Mario – sì ho sbirciato il loro biglietto.
Del resto chi, trovandosi in una capitale europea e avendone la possibilità, non è andato a vedere una partita di calcio in un posto comodo e con un’ottima visuale?
Quello che invece mi ha stupito un poco è stato invece trovare i due ricongiunti ad un gruppo di almeno venti persone che passavano i controlli. Mentre un solerte poliziotto spiegava loro in un inglese davvero approssimativo dove avrebbero potuto recuperare i loro bastoni da selfie, mi sono guardata meglio attorno.
La fauna dell’Olimpico, seppur tipicamente giallorosso vestita non era più quella che mi ricordavo.
Molte, moltissime facce curiose di turisti in gita sciamavano allegramente verso i loro ingressi per occupare i sempre più costosi sedili delle tribune.
Pur non trovandoci nulla di male mi sono chiesta se questa direzione presa del cosiddetto “calcio moderno” sia ad un punto di non ritorno.
Ieri l’Olimpico, anche grazie al volano della promozione dei mini abbonamenti e all’appello alla tifoseria di Spalletti, era nuovamente gremito. Anche i cori hanno fatto il loro timido ritorno, cori diversi, magari rivisitati rispetto a quelli della vecchia guardia, ma pur sempre uno spettacolo per le orecchie del pubblico e una spinta per i giocatori.
Il calcio sta cambiando e questo non è necessariamente un male.
La tifoseria genuina, quella del panino con la frittata e delle banidere cucite dalle madri a casa forse sta perdendo terreno e i nuovi tifosi-clienti prenderanno il sopravvento con i loro selfie e con il loro spirito da vacanza.
Con la prospettiva del nuovo stadio e con i bilanci da quadrare i supporters avranno sempre più un ruolo sostanziale rispetto agli introiti della società. Tifosi consumatori che acquistano magliette originali costose, sciarpe e gadget e che imparano a scandire il nome dei giocatori con nuova intensità sedendosi su sedili che costano quanto un abbonamento semestrale in curva.

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La sfida della Roma di Pallotta dovrà essere, non tanto quella di catturare nuovi consensi da parte di questo pubblico di consumatori, ma piuttosto dovrà trovare una via per riconquistare il cuore dei tifosi della prima ora se non vorrà perdere del tutto la sua identità e la sua storia.

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