Pallotta: “Vorrei Totti dirigente”. Ma poi smentisce. E’ giallo

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

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Si tinge di giallo la conferenza tenuta a Boston dal presidente della Roma Pallotta, che secondo un sito amatoriale avrebbe detto che Totti è un grandissimo giocatore e che lo vorrebbe dirigente, parole immediatamente smentite ai microfoni de Il Messaggero.
tottiQuel che è certo è che il capitano giallorosso è ormai a fine carriera, ed essendo un vero e proprio simbolo sia della Roma come squadra di calcio che di Roma stessa meriterebbe un’uscita di scena con stile, se non anche un ulteriore anno di contratto da calciatore, cosa che non farebbe come titolare ma magari come riserva, giocando scampoli di partita e incitando da bordo campo i suoi compagni a dare il meglio.
Fresco papà di una stupenda bambina, Isabel, Francesco Totti dimostra ancora di essere importante per la squadra, e tutti vorrebbero un suo ritiro contornato da una bela vittoria, in modo da addolcire la pillola per una mancanza che a Roma si sentirà, e molto.
Viste le scarse possibilità quest’anno di vincere uno scudetto o una coppa, vista la formidabile Juventus di Allegri che ha ormai un vantaggio troppo elevato, tutto è proiettato il prossimo anno, quando mister Spalletti potrà organizzare la squadra fin dall’estate e tentare l’impresa di regalare alla città di Roma il quarto scudetto, secondo con Totti capitano. La cosa però non sembrerebbe semplice, perché il presidente Pallotta, pur confermando la grande stima che ha per Totti Giocatore, non sembrerebbe interessato a tottiredigere un nuovo contratto per la leggenda romanista, quindi tutto rimane in gioco. Quel che è certo è che Totti rimarrà alla Roma, anche se non si sa ancora in che veste, vista la smentita su Il Messaggero, smentita che potrebbe essere una nota positiva nella storia giallorossa significando un altro anno in campo del capitano, di un Totti che è vissuto per la Roma e che per questo ha il completo rispetto e l’ammirazione di tutti i tifosi romanisti ma anche di gran parte dell’Italia, che riconosce in lui uno dei calciatori più grandi che il nostro Paese abbia mai avuto, capace di portare la nazionale italiana al massimo successo nell’ormai lontano 2006 in Germania.

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