Rapina ad Insigne, ecco come è andata e i retroscena

Pubblicato il autore: Ramona Buonocore Segui

InsigneContinuano senza sosta le indagini sulla rapina a discapito di Lorenzo Insigne avvenuta sabato sera. 
Nel pomeriggio di oggi il giocatore del Napoli e sua moglie Genny Darone saranno ascoltati dal pm della Procura di Napoli per capire se si è trattato di un fatto isolato o se, dietro il gesto del rapinatore, si nasconda qualcosa in più, come ad esempio un atto intimidatorio nei confronti del Napoli calcio. Dal passato è infatti emerso che molte rapine ai danni dei giocatori del Napoli siano state fatte quando questi giocavano male, o quando non si presentavano ai circoli sportivi, o ancora quando parlavano male dei tifosi.
Gli attimi terribili di Insigne sono iniziati alla fine di una serata con amici: Lorenzo è alla guida della sua auto in via Gramsci, al centro di Napoli, quando un rapinatore gli punta la pistola in faccia e gli sottrae orologio, bracciali e contanti. Per lui, sua moglie e la coppia di amici non ci sono state conseguenze se non tanta paura.
«Lorenzo ha vissuto una terribile esperienza e mi ha raccontato di aver provato una bruttissima sensazione- ha dichiarato il suo procuratore Antonio Ottaiano-.Fortunatamente ha avuto la lucidità di non muoversi, prendendo subito la consapevolezza del pericolo e assecondando le richieste del rapinatore. Per fortuna tutto è finito senza conseguenze, casi come questi possono anche sfociare in tragedia».
La moglie di Insigne, Genny Darone ha dichiarato che gli atti di delinquenza accadono dovunque, certo fanno più scalpore se ad essere colpiti sono personaggi noti.
Bisogna poi ricordare che un episodio simile ad Insigne e alla moglie successe anche un anno fa, sempre in auto e sempre con lo stesso sistema. L’unica differenza fu che, quando i malviventi si accorsero che colui che stavano derubando era il calciatore del Napoli, gli restituirono immediatamente l’orologio, scusandosi.
Ma questa volta i rapinatori, secondo la testimonianza della Darone, non si sono preoccupati minimamente di rapinare Insigne. L’amica della coppia avrebbe infatti detto al rapinatore queste parole: “ma avete capito chi state rapinando? Lui è Insigne”.
Stando sempre alla ricostruzione dei quattro rapinati, i malviventi hanno senz’altro riconosciuto il calciatore e, fieri di aver racimolato un bottino più che sostanziose avrebbero detto la frase divenuta ormai tristemente celebre: “facci un goal lunedì a Firenze”.
Nonostante la brutta esperienza, sia Lorenzo che la moglie oggi appaiono sereni: “Sia io che Lorenzo siamo sereni. Sono cose che devi superare, anche perché non capitano soltanto a te. Ho chiesto anch’io a mio marito di fare gol. Per me, per noi. Per Napoli e per il Napoli”.
Quello che resta oggi, al di là delle varie polemiche, sono due numeri di una targa e alcune immagini registrate da una telecamera di sicurezza e la dichiarazione rilasciata dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris riguardo l’accaduto: 
“È un fatto grave che è capitato a Insigne come capita a tanti cittadini: ogni giorno, ma a Napoli come altrove”.
Un dichiarazione quest’ultima che nasconde il chiaro invito di non identificare Napoli come una città più a rischio di altre.

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