Real Madrid – Roma: Spalletti, Zidane e l’arte di mischiare le carte

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

Real Madrid – Roma: l’arte di mischiare le carte

real madrid - romaReal Madrid – Roma, ritorno degli ottavi di finale di Champions League,  si sta trasformando in un tavolo da poker. Zidane e Spalletti hanno sfoderato le loro migliori “facce da baro” e hanno sciorinato una lunga serie di ipotesi, miste a frasi fatte, nelle conferenze stampa.
Una vigilia montata ad arte dalla stampa e dagli allenatori stessi, visto il risultato dell’andata decisamente favorevole al Real Madrid
Il tecnico francese, Zidane, delle merengues ha parlato di vivaio, di innesti mirati, di giovani della cantera e di Totti, con una maestria tipica di chi è stato grande giocatore e la capacità di parlare più lingue.
La formazione del Real Madrid è praticamente senza assenti, se si esclude Benzema, cronicamente assente per guai giudiziari o per infortuni. E allora come fare per creare aspettative e generare un po’ di tensione in giocatori e pubblico?
Creare ad arte una concorrenza solo sulla carta, con i giovani Vazquez e Mayoral chiamati spesso in causa e in campo nelle ultime partite, e ipotizzare varie formazioni con dentro questo o quel campione.
Una cosa è certa, come si dice: “non succede ma se succede…” Zidane rischia la figuraccia, elogia Totti ma spera che non gli faccia lo scherzetto di regalarsi l’ultima, presumibilmente, al Bernabeu da protagonista.
Di contro Spalletti gioca a fare il Terence Hill, mischia le carte ma ha oggettivamente pochi assi e pochi argomenti.
Lasciando Rudiger a casa, per la verità per infortunio, ha poco di che giostrare e inventarsi dietro e a centrocampo. Allora ecco il jolly Dzeko, buono per tutte le occasioni e per tutto il pubblico dei giornalisti.
La verità è che la Roma parte per un’impresa e rischia di imbarcarsi.
Spalletti dichiara che: “se segnamo un gol cambia tutto”. Peccato che l’acqua calda sia stata già scoperta altrimenti sarebbe stata una dichiarazione da tramandare ai posteri.
La Speranza. Nella prima “vera” partita europea spallettina la speranza è che la partita sia stata preparata con la giusta tensione e i pochi proclami sembrano un bel segnale.
Con pochi giocatori a referto, se l’ impresa si dovesse realizzare sarebbe veramente una serata da ricordare.

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