Sabatini e la Roma, una storia di alti e bassi

Pubblicato il autore: Giuliano Tufillaro Segui

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La notizia era nell’aria, ma la conferma definitiva è arrivata sabato sera dalla voce del diretto interessato. Walter Sabatini e la Roma si separeranno il prossimo 30 giugno dopo 5 anni molto intensi e controversi. Prima del big match tra Roma e Inter, è stato lo stesso Sabatini, interpellato al riguardo, che ha ribadito le sue intenzioni di presentare le dimissioni al presidente Pallotta al termine della stagione. Una voce che circolava da tempo, che ha dato vita a un gran numero di supposizioni sulle possibili cause e i motivi di contrasto. Sembra che tra Sabatini e Pallotta non corra più buon sangue, alla luce di numerosi diverbi relativi al mercato della Roma che hanno avuto luogo di recente. Ma la ragione principale è lo scarso feeling con il team manager Alex Zecca, uomo di fiducia del presidente, che ultimamente sembra rivestire un ruolo di grande importanza nelle decisioni strategiche della società americana. Riassumendo, Sabatini non avverte più la fiducia incondizionata della proprietà, da cui aveva ricevuto carta bianca per occuparsi delle scelte tecniche e della costruzione della squadra all’inizio del suo mandato. La conferma del fatto che il direttore sportivo faccia fatica a lavorare all’interno di un team in maniera coordinata, alla luce dei problemi che si sono rilevati anche durante la convivenza con Baldini. Sabatini vuole sentirsi il principale responsabile e l’artefice di tutte le scelte, per trovare gli stimoli necessari a portare avanti il suo lavoro.

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Cercando di tracciare un bilancio del quinquennio di Sabatini alla guida della Roma, è evidente come sia difficile rilevare se abbiano prevalso gli aspetti positivi o quelli negativi all’interno del suo operato. Sabatini è stato indubbiamente protagonista di numerose operazioni di mercato importanti, che hanno garantito e garantiranno, auspicabilmente, un futuro alla Roma in cui sia possibile competere per obiettivi importanti. Resta il fatto che la Roma in questi cinque anni non ha portato a casa uno straccio di trofeo e, forse la cosa che fa più male, non ci è neanche andata lontanamente vicino( esclusa la finale di Coppa Italia con la Lazio il cui esito è meglio non ricordare). Questo a dispetto delle promesse di grandezza ostentate dagli americani. Numerosi anche i flop e gli acquisti di giocatori che non hanno dato i risultati sperati per vari motivi, tra cui problemi caratteriali( aspetto di cui Sabatini spesso non ha tenuto conto nella scelta dei giocatori), di adattamento e scarsa capacità di reggere le pressioni di una città come Roma. Senza contare altri investimenti discutibili e a cui è difficile trovare una spiegazione. Forse il problema principale di Sabatini è stata questa sua bulimia di mercato, la volontà di fare e disfare, l’acquisto di un numero increbile di giocatori e il fatto che la squadra sia stata rivoluzionata tutti gli anni. Questo non ha dato modo alla Roma di crescere perchè non si è costruita un’ossatura di base che potesse fornire un’identità precisa alla squadra, con giocatori che andavano e venivano tutti gli anni.

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Restano parecchi dubbi anche sulle modalità con cui viene portata avanti la vicenda dell’allontanamento di Sabatini dalla Roma, spiattellando tutto in pubblico invece di prendere le decisioni importanti nelle segrete stanze di Trigoria. Fornendo un possibile fattore di destabilizzazione della squadra e dell’ambiente, che di tutto necessita meno che di questioni che possano distrarre nella rincorsa a un posto in Champions League. Spalletti ha infatti manifestato, anche pubblicamente, un certo fastidio per come si sta sviluppando la vicenda.

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