Sacchi attacca la Juve e Allegri: “Vince solo in Italia, come il Rosenborg”

Pubblicato il autore: Alessandro Marini Segui

arrigo_sacchiArrigo Sacchi attacca la Juventus e Massimiliano Allegri, tecnico dei bianconeri. Secondo l’ex allenatore del Milan, che ha rilasciato un’intervista a LaPresse, il club bianconero è paragonabile al Rosenborg, società calcistica norvegese, perché “in Italia è avanti di dieci anni per competenze e coesione ma sbagliano a coniugare i verbi. Quando ero al Milan si pensava a vincere, convincere e divertire. Loro, invece, pensano soltanto a vincere, senza il bel gioco. Si dirà: vincono sempre in Italia, ma anche il Rosenborg vince tutto in Norvegia. Quello che conta è, però, il rendimento in Champions League e la Juventus in Europa fatica.

Parole al veleno quelle di Sacchi, che andranno a creare sicuramente delle polemiche. Il Profeta di Fusignano, poi, ha parlato di Antonio Conte, attuale tecnico della Nazionale, e di Massimiliano Allegri e della diversa gestione tecnica alla Juventus, schierandosi apertamente con il mister salentino: “Conte è un autentico fenomeno, ha le idee chiare, talento ed inventiva. E’ ora che si tolga la paura di dosso. Io divido gli allenatori di calcio in tre categorie: nella prima ci sono i geni e gli innovatori, nella seconda ci sono gli orecchianti, che seguono le mode senza sapere realmente il perché ed infine nella terza ci sono quelli aggrappati al passato e che sono ingessati in un solo sistema di gioco. Massimiliano è una via di mezzo tra le prime due categorie: sa cambiare in corsa ma non deve accontentarsi solo di vincere.”

Sacchi ne ha anche per Claudio Ranieri, autore di un vero e proprio miracolo con il Leicester in campionato: “Sta facendo un capolavoro ma con un calcio poco armonioso, è un grande tattico.” Chiude poi, con una lista personale dei migliori allenatori in Italia: “Finalmente stiamo uscendo dalla dittatura tattica del prima di tutto non prenderle e adesso c’è un gruppo di allenatori che sta portando avanti un’idea di calcio nuova e diversa. Sarri, Paulo Sousa, Di Francesco, Spalletti e Giampaolo sono tra questi. A Napoli, quest’anno, ho letto uno striscione in curva che recitava più o meno così: ci fate divertire così tanto che qualsiasi risultato va bene.

  •   
  •  
  •  
  •