Salvatore Soviero, chi ricorda la furia ceca del portierone campano?

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

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Salvatore Soviero da Nola, non è certo un animo tranquillo. Oltre a delle ottime doti tecniche, che mettevano in evidenza quella scuola di portieri italiani tanto rinomata fino alla fine degli anni novanta, l’ex numero uno di Reggina e Venezia, è celebre per il suo temperamento caliente, spesso bel al di là del regolamento. Un calciatore d’altri tempi, con il portamento da duro, capace di infiammare le folle. I tifosi avversari, infatti, lo vedevano con il fumo agli occhi, a causa del suo carattere turbolento, mentre per il suo pubblico era una sorta di beniamino, in grado di portare in campo quell’eccesso di ardore che tutti noi abbiamo provato frequentando uno stadio e seguendo la nostra squadra del cuore.

Impossibile non ricordare quel Messina-Venezia, disputato sul neutro di Bari il 15 aprile del 2004 quando, in seguito a quattro espulsioni di suoi compagni veneziani Soviero si scaglio con incredibile veemenza contro la panchina del Messina. Un gesto che fece clamore, in cui venne colpito anche l’arbitro Palanca e che gli costò ben cinque mesi di squalifica. Recentemente il portiere, tornando sull’accaduto, ha dichiarato a Calcio Napoli 24“Sì, cinque mesi di squalifica, meno male che tre, di quei cinque, erano mesi estivi. Ho pagato un gesto plateale che ha avuto ricadute sulla mia immagine personale. A distanza di dieci anni uno ci ride su, ma sono stati mesi terribili. Era una fase delicata del campionato, il match era molto teso, si parlava molto con gli arbitri, la partita era caricata da varie frecciatine. L’arbitro cacciò il quarto rosso per noi, io non ci vidi più. Mi istigavano, dalla panchina del Messina urlavano: “Siete retrocessi, ti vengo a prendere a casa!”. La mia intenzione era quella di portarmene un paio nel pullman, figuriamoci se li avrei aspettati a casa! Non faccio nomi, ma di certo non era il tecnico del Messina, smentisco tutto ciò che è stato sempre detto sull’allenatore”.

Certamente oggi per un Soviero ci sarebbe ancora meno spazio. In un calcio ormai ancorato al falso bon ton e ai comportamenti politicamente corretto, c’è poco spazio per la rudezza. Sia chiaro, nessuno foraggia la violenza gratuita, ma tante volte vedere un protagonista del campo inviperito come un tifoso qualsiasi è sempre uno spettacolo aggradante.

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