Serie A, ecco i ricavi della Tv: Juve, Milan e Inter le regine

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

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Juventus
103 milioni, Carpi e Frosinone 22, in mezzo le altre 17 squadre di Serie A. Ecco i soldi provenienti dalla Tv. Ecco dunque i dati che due settimane fa l’assemblea di Lega Serie A ha approvato, coi criteri di ripartizione per la stagione in corso. Questi dati non rappresentano una suddivisione “della torta” definitiva poiché solo ad aprile saranno pronti i risultati aggiornati delle indagini demoscopiche sui tifosi ed il mese seguente si conoscerà la classifica finale del campionato.

Quest’anno è si è inaugurata la stagione con il nuovo ciclo dei diritti tv, che ha fatto registrare un aumento delle entrate del 20%. Per la Gazzetta dello Sport l’ammontare lordo per il 2015-16 è di un miliardo e 169 milioni di euro, comprese Coppa Italia e Supercoppa. Eliminate le commissioni dell’advisor Infront, pari a 50,4 milioni, e le altre spese, detratto in seguito il 10% per la mutualità generale del sistema (107,7 milioni) e stornati i premi per la Coppa Italia e i contributi per la serie B, si scende a “soli” 984,3 milioni. Da questa cifra vanno tolti 60 milioni “di salvataggio” per le retrocesse e si arriva così ai 924,3 milioni netti che i club del massimo campionato divideranno seguendo la delibera del 26 febbraio, approvata con 18 voti a favore e due contrari (Palermo e Chievo).

Posto che il 40%, secondo la Legge Melandri, va diviso in parti uguali, in Lega si è scelto di seguire la vecchia ripartizione fino a quota 809 milioni, vale a dire il montepremi netto della passata stagione: il restante 30% sarà suddiviso in base ai bacini d’utenza, col 25% stabilito dalle ricerche sul numero dei tifosi e il 5% dai dati Istat sulla popolazione residente nel Comune nel quale gioca la squadra; l’altro 30% sarà distribuito secondo i risultati, col 10% relativo alla storia sportiva (dal 1946-47), il 15% ai cinque anni precedenti e il 5% alla stagione in corso. I 115,3 milioni di ricavi incrementali avranno una logica meritocratica, con un correttivo però: 46,1 milioni si aggiungeranno alla fetta da distribuire in parti uguali, che non può essere inferiore al 40%, cioè 369,7 milioni (18,5 a testa); i rimanenti 69,2 spetteranno alle prime dieci classificate (il 15% a testa per prima, seconda e terza; il 10% per quarta, quinta e sesta; l’8% per la settima; il 7% per l’ottava; il 5% per nona e decima), con un milione cadauno per chi si piazza tra l’undicesimo e il diciassettesimo posto. Altra cosa sono i ricavi non audiovisivi, legati a contratti commerciali come quello per il pallone e il main sponsor: la Lega distribuirà 23,6 milioni in base alla posizione in classifica.

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Utilizzando da esempio la classifica parziale della Serie A e in attesa dell’aggiornamento delle indagini demoscopiche, l’accordo tra le due anime della Lega (grandi vs medio-piccole) è stato trovato. Al primo posto in campionato corrisponde anche la società italiana cheda sempre incassa di più dai diritti tv: la Vecchia Signora è infatti a quota 103,1 milioni, con un aumento di circa 10 di milioni rispetto all’anno scorso. Del resto la Juventus conta quasi un terzo dei tifosi tricolori e nelle indagini demoscopiche, che mitigano l’effetto dei sondaggi perché recepiscono anche gli ascolti tv, vede garantita una quota del 25% del totale. Il rapporto tra la prima e l’ultima del campionato è lievemente aumentato: 4,7 a 1 (era 4,5 a 1 nel triennio precedente). È stato il prezzo che le piccole hanno pagato per avere in cambio il raddoppio del paracadute. Rispetto a prima, dunque, aumentano i ricavi per chi si posizione nella colonna di sinistra della classifica: Juve, Napoli e Roma  ( che attualmente compongono il podio) pincasserebbero 9,3 milioni ciascuno. Arrivare davanti in campionato, oltre che per motivi sportivi, è importante anche sotto l’aspetto economico: tra una posizione e l’altra ballano circa 2 milioni.

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Dopo i bianconeri ci sono le milanesi: Milan a 80,3 milioni e Inter a 78,2. I bacini sono simili, anche se i rossoneri vantano migliori risultati nelle cinque stagioni precedenti a questa. Successivamente troviamo la Roma con 72,7 milioni e il Napoli con 69,7: in questo caso, oltre alle ultime annate va considerata la popolazione. Curiosità: nella battaglia di Lega la Fiorentina stava dalla stessa parte delle cinque grandi ma è destinata a guadagnare meno della Lazio (51,2 a 55,4 milioni) che appoggiava le medio-piccole.

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