Simeone: “Alleno l’Atletico ogni giorno come se fosse l’ultimo, Dybala può continuare a maturare nella Juventus”

Pubblicato il autore: Ilaria Ceracchi Segui
simeone
Ricordo indelebile nel cuore dei tifosi laziali e interisti, El Cholo si è raccontato in una lunga intervista concessa al quotidiano argentino La Naciòn. Combattente dentro e fuori il campo, Diego Simeone, tecnico dell’Atletico Madrid dal 2011, ha commentato le tappe della sua brillante carriera da giocatore e tecnico, la sua attuale esperienza sulla panchina dell’Atletico e le voci sul futuro che lo vogliono lontano dalla Spagna. Come al solito, l’ex centrocampista si racconta senza peli sulla lingua e con determinazione. Ha le idee chiarissime.
Le parole dell’argentino sulla sua vita calcistica e i suoi successi: “Viene meglio giudicare dall’esterno, non sono uno che si guarda tanto allo specchio. Però con l’accumularsi di diverse tappe della mia vita, si può dire che senza dubbio abbiamo fatto un passo avanti importante. La tappa a Catania mi ha fatto capire che c’era altro, perché uscivo da club come il River, il San Lorenzo, il Racing o l’Estudiantes, costruiti per essere campioni, ed entravo in un altro che faceva tantissima fatica a vincere fuori casa. Rispetto a quell’allenatore che iniziava la partita con un 4-2-3-1, con due attaccanti esterni, oggi sono molto più equilibrato”.
Sul modo in cui allena il club spagnolo e sull’idea che vuole trasmettere ai suoi giocatori: “Lo stile è vincere. A partire dai giocatori cerco di potenziare un’idea: vincere. Non mi interessa piacermi né agli altri. Per esempio, nel dibattito fra il possesso e l’essere diretti non si tratta di dire alla gente quello che vuole ascoltare, ma di parlare dicendo la verità. E se io non ho i giocatori per elaborare un possesso palla sostenuto, non devo provare a fare ciò che non posso realizzare. Non si può affrontare ogni partita allo stesso modo, non è la stessa cosa giocare contro il Siviglia, il Valencia o il Barcellona. Non puoi giocare nella stessa maniera né con gli stessi giocatori. Mi motiva molto dare al club quello che stiamo riuscendo a dare: la sua crescita, la sua permanenza costante in Europa, però so che il cammino di un allenatore è fatto di tanti posti e un giorno mi toccherà essere in un’altra squadra. È parte della vita. Nessun club ti lascia fare quello che vuoi con i soldi. Io sono dell’idea di condividere il lavoro, non mi credo onnipotente. Lavoro per il club. All’Atletico cerchiamo di conciliare i miei bisogni con le risorse del club per potenziare la squadra. Immagino che con una disponibilità economica più forte si è più vicini al veder realizzati i propri desideri”.
Una dichiarazione anche sul talento bianconero e suo connazionale Paulo Dybala: “Lo seguo da quando militava con l’Instituto, gioca bene. Lì, come nei primi due anni a Palermo, giocava solamente a pallone, mentre dal terzo anno in rosanero ha iniziato a giocare a calcio. Ora nella Juventus può continuare a maturare, apprendendo cose importanti per il suo futuro”.
Infine, un commento sulle voci relative al suo futuro: “Non mi smuove. Così come non mi smuove una critica negativa. I rumors vengono e scompaiono. Io continuo a svegliarmi con lo stesso entusiasmo per allenare e vivo ogni allenamento dell’Atletico Madrid come se fosse l’ultimo”.
Le parole sono state riportate da 90min.com.
  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  Basket, Eurolega: risultati e classifica dopo la 12a giornata