Spalletti e Paolo Petri: “Avete giocato bene e intanto avete perso” (video)

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

Spalletti show nel post partita di Real Madrid – Roma ma con illustri predecessori.

real-roma-marzo-2016La Roma ha appena perso 2-0 con il Real Madrid il ritorno degli ottavi di Champions League 2016.
Stesso punteggio dell’andata e stessa partita. Roma che gioca bene, a tratti meglio dell’avversario ma che non chiude e alla fine prende due schiaffi e perde.
Spalletti esce nervoso dal campo e dallo spogliatoio. “je rode” come si dice a Roma e approfitta per togliersi  l’ennesimo sassolino dalla scarpa e mandare in onda in diretta un nuovo show.
In effetti è clamoroso il suo ritorno sulla panchina giallorossa, soprattutto in termini mediatici e di impatto.
Ieri altra chicca e video che subito finisce su youtube

E allora che c’entra Paolo Petri? E soprattutto chi è?
Paolo Petri, 52 anni, è tecnico FIT, federazione Italiana Tennis ed è possibile contattarlo al circolo Villa York di Roma https://www.villayorksc.it/
Entra nel mito, soprattutto degli allora giovani tennisti ed amici, per le sue massime senza tempo.
Dopo una gara di doppio nel 1992, all’allora Circolo Forma Center, quello che è ora Villa York, formulò  questa frase storica, indegnamente ignorata dai maggiori giornali nazionali:
“Avete giocate bene e intanto avete perso. Giocate bene, e perdete meglio”
Da un uomo di sport, sia pure a livello giovanile, colse nel segno.
I ragazzi di allora, i vari Alessio Logrippo e Paolo Marchettini, se lo ricordano ancora.
Che senso ha giocare bene se poi non si ha l’istinto del killer, necessario per vincere?
Uomo trappattoniano nella sua visione dello sport, uomo del “sono fiero di me oggi. Sono tutti bravi a giocare bene e vincere. È giocare male e vincere che è difficile, vuol dire che sei proprio forte
Due mondi diversi, due filosofie così vicine. Paolo Petri ieri come lo Spalletti di oggi.
L’ambiente romano ha bisogno di una sveglia e il tecnico toscano ci sta provando.
E non è un caso se lo stia facendo ora più di quanto non lo avesse fatto alla prima esperienza nella capitale.
Del resto, per capire se la casa puzza, devi prima uscire e rientrare.
E Luciano è rientrato e non senza fragore.

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spallettiBasta complimenti a chi non li merita.
Alla curva sì.
L’amore e l’autocompiacimento della fede calcistica la può giustamente esprimere chi si paga il viaggio e  sacrifica uno spicchio di vita per seguire la squadra.
Chi si gode la standing ovation per Totti, core de Roma e Capitano.
Ai giocatori no.
I sorrisini e le consolazioni non stanno in piedi. “Zitti e a casa. A lavorare”

Sulla stessa lunghezza d’onda il greco Kostas Manolas, su goal.com
L’ex Olympiakos è rammaricato per le occasioni sprecate durante la prima frazione e mezzo di
gioco: “Quando perdi non puoi essere contento. Abbiamo sicuramente giocato una buona
partita, ma visto il risultato finale conta poco o nulla. Siamo molto arrabbiati perché potevamo
vincere e non lo abbiamo fatto, anzi abbiamo perso. Niente è impossibile, non lo era. In futuro
dovremo sicuramente essere maggiormente convinti, perché se non lo saremo è normale che
perderemo”.
Speriamo che il messaggio sia arrivato a tutti.
poco-da-ridere
Quando si perde, c’è poco da ridere.

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