Super League, ecco la nuova Champions: tante ipotesi ma poche idee chiare

Pubblicato il autore: Alberto Rossi Segui

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Da diverse settimane non si fa altro che parlare di questa Super League europea, la nuova competizione per club che andrebbe a sostituire la Champions League ormai considerata anacronistica da molte delle società appartenenti al gotha del calcio continentale.

Francamente non si avvertiva tutta questa urgenza di riformare da cima a fondo il massimo torneo europeo per squadre di club: forse qualche ritocco su calendari e turni preliminari ma, in linea di massima, la formula attuale non aveva mai provocato grandi malcontenti nel pubblico. Peccato che nel calcio (e non) il parere dei tifosi venga a contare sempre meno a discapito delle maggiori società calcistiche che sembrano dare priorità al business e ad aspetti che hanno poco a che fare con le dinamiche più propriamente sportive. Tradotto: soldi. Sì, perché la Champions League così com’è non garantirebbe ogni anno l’accesso a tutte le squadre più ricche e con maggior bacino di tifosi. Si pensi quest’anno a club come Manchester United, Liverpool, Inter, Milan o l’anno prossimo il Chelsea.

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E allora tra un paio d’anni ecco che la nuova Champions, o meglio Super League, sarà composta da un gruppo fisso di squadre (presumibilmente le “big”) con i restanti posti da decidere. In queste settimane sono tante le ipotesi che stanno circolando e diversi incontri tra i maggiori club avrebbero già posto le basi per la riforma. Ma è tutto fuorché chiaro il modo con cui si vuole cambiare. Si è passati da un campionato chiuso tra le principali formazioni europee fino a due gironi da otto squadre ciascuno. L’ultima indiscrezione infatti – diffusa dal Guardian – vuole 16 squadre divise in due gironi nella fase finale dopo aver passato un turno preliminare di andata e ritorno (un equivalente dei 32mi di finale) dove le 16 big (calcolate in base alla storia? Al ranking? Altro?) affronterebbero altrettante formazioni da definire. Ma è ancora nebulosa la situazione riguardante chi e come dovrebbe accedere a questo preliminare e cosa verrebbe dopo i due gironi: subito una finale? Final Four? Non si sa.

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Il motivo principale di questa risvegliata voglia di rivoluzionare il torneo è dettata, come detto, soprattutto da un aspetto economico. È chiaro che se le più importanti squadre europee giocano sempre la Champions attireranno maggiore pubblico televisivo e maggiori introiti legati agli sponsor ,e a beneficiare sarebbero lo spettacolo e le casse del torneo (e di conseguenza delle squadre partecipanti). Ma è davvero così?

Se confermata l’ipotesi di questo turno preliminare, le possibilità che alcune delle maggiori squadre europee non partecipino aumentano perché in uno scontro di andata e ritorno può succedere di tutto a differenza dei gironi. E con due raggruppamenti ampi da 8 squadre ciascuno ci sarebbe il rischio di un alto numero di gare inutili tra squadre già tagliate fuori da ogni discorso qualificazione. E poi il fascino di piccole società che riescono ad approdare alla fase a gironi a discapito dei grandi (vedi Leicester) rimane superiore a qualsiasi discorso economico. Ma l’unica certezza, almeno stando a quanto trapela in questo periodo, è che si andrà verso un campionato chiuso. Più che a calcio, sembrerà di giocare alla playstation.

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