Superclasico River-Boca, finisce 0-0

Pubblicato il autore: Alessandro Legnazzi Segui

Il Superclasico ferma l’Argentina per la duecentoseiesima volta nella sua gloriosa storia. Eccoli in campo i due club di Buenos Aires, spinti e fischiati dentro un Monumental che stasera tracima d’entusiasmo e colori. Il biancorosso riverino domina, per ragioni piuttosto evidenti, sull’hincha gialloblù del Boca. Il Clarín ha presetato la sfida più importante del Sud America attraverso le due figure quasi mitologiche del calcio argentino che siedono sulle rispettive panchine: Marcelo Gallardo, el Muñeco del River, contro Guillermo Barros Schelotto, el Mellizo del Boca.

river boca 1-0 copa sudamericana 2014
Il Boca Juniors sta attraversando un momento molto complicato dopo aver vinto il titolo nazionale nemmeno troppo tempo fa. Schelotto, dopo essersi dileguato da Palermo per mancata conversione del patentino sudaemericano entro i parametri UEFA, ha già battuto un record poco invidiabile: nessuno spettatore allo stadio per il suo esordio. Il motivo è semplice: la Bombonera è stata squalificata sul piano internazionale dopo l’aggressione dei tifosi del Boca – nel Superclasico di Libertadores – con il gas urticante di pimenta. Il Mellizo non può fare i miracolo e, saggiamente, si è accontentato dello 0-0 contro il Racing di Avellaneda orfano del Principe Milito.

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PRIMO TEMPO – Schelotto organizza un 4-3-3 con Lodeiro largo a destra nel tridente, Tevez centrale e Palacios a sinistra, cerniera di centrocampo con Perez e Bentancur e Gago a impostare. Gallardo risponde con un 4-4-2 molto pratico per sfruttare al meglio la corsia mancina con Vangioni e Driussi, spine nel fianco bostero. Il primo tempo è di sola marca milionaria, sui piedi del River capitano almeno tre nitide palle gol utili a sbloccare il risultato del Superclasico. La prima è per Mercado che al 18′ non converte in rete il traversone di Driussi, Gago se lo perde malamente ma la fortuna è dalla parte del Boca. La conferma arriva al 38′ quando ancora Driussi dribbla Jara – pomeriggio horror per lui – serve Alario che anticipa Insaurralde ma colpisce il palo. In mezzo a queste due occasioni c’è tanto lavoro per Orion, portier del Boca Juniors: ad esempio al 28′, quando il lancio di Driussi trova la sponda di tesa di Fernandez per Ponzio che accompagna al centro ma non trova la rete.

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SECONDO TEMPO – Ripresa del Superclasico decisamente bloccata e meno spettacolare del primo tempo. Il Boca ha capito di non concedere l’uno contro uno sulla destra a Driussi, andando a raddoppiare il lavoro del povero Jara con Perez. Il River ci prova, insiste ancora con le solte armi ma va al cross con meno facilità: il difetto della squadra di Gallardo proprio la mancanza di alternative di gioco. L’ex juventino Carlos Tevez si è visto solo per una punizione a due calciata male dal limite dell’area di rigore. El Machado, chiuso tra Maidana e Mammana, ha giocato “alla sudamericana”, ossia senza troppi movimenti imposti ma con tanta libertà. L’ultima occasione del Superclasico capita sui piedi di Mora, Orion esce con molto coraggio e con il viso mette in angolo il tiro a botta sicura del n.7 del River.

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Il primo Superclasico del 2016 va agli archivi, la sensazione è per enbtrambe le squadre sarà una stagione complicata.

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