Tanti auguri Drogba: storia di calcio dalla periferia al centro

Pubblicato il autore: Gianluca Pirovano Segui

L’11 marzo è il compleanno di Didier Drogba, ripercorriamo la sua storia, dalla periferia africana ai vertici del calcio mondiale

DrogbaAbidjan è una città che più africana non si può. Rumorosa, disordinata, esplosa con l’arrivo del colonialismo e che ancora non sembra voler smettere di crescere. E la sua crescita incontrollata ha inglobato pian piano, come spesso capita, tutti i villaggi attorno a sé. Uno di questi è Yopougon che oggi conta più di un milione di abitanti e che è il luogo da dove parte il nostro viaggio.

Gli inizi- Didier Drogba nasce infatti a Yopougon, l’11 marzo 1978. La mamma, che ha una simpatia per il presidente jugoslavo Josip Broz, lo chiama Tito quando corre senza sosta per le strade del sobborgo di Abidjan. Sono gli ultimi anni del boom economico che ha travolto la Costa d’Avorio a partire dall’Indipendenza del 1960 e che ha portato il paese nell’olimpo dei paesi in via di sviluppo a medio reddito. Il giovanissimo Didier parte per la Francia per andare a vivere con lo zio, Michel Goba, calciatore professionista. La nostalgia di casa è però forte, troppo forte per rimanere. Didier torna ma la crisi è in agguato e arriva puntuale: una forte carestia colpisce il territorio ivoriano e un contemporaneo crollo dei prezzi delle esportazioni portano la Costa d’Avorio nel pieno di una crisi improvvisa. I genitori di Drogba, impiegati di banca, perdono il lavoro, e non vedendo speranze per il proprio figlio lo mandano di nuovo in Francia. Nel 1993 lo raggiungono e Didier e la sua famiglia, di nuovo insieme, si stabiliscono ad Antony, pochi chilometri da Parigi, dove il futuro calciatore ivoriano muove i primi passi su un vero campo di calcio.

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La carriera- La storia calcistica di Drogba nasce nelle giovanili Levallois, squadra semi-professionistica, dove si fa notare per l’incredibile prolificità. Nel 1997 passa alle giovanili del Le Mans, dove firmerà un anno dopo il suo primo contratto da professionista. L’impatto col professionismo non è però semplice. Drogba è limitato da continui infortuni e paga tecnicamente l’assenza di un percorso lineare nella sua formazione calcistica, a causa della sua storia personale.
Dopo questa naturale periodo di assestamento, l’ivoriano però riesce a mostrare il suo talento e chiude la sua esperienza al Le Mans con 64 presenze e 12 reti che gli varranno il passaggio al Guingamp a metà della stagione 2001/02. In Bretagna segnerà 20 gol in 45 presenze. La stagione successiva è il momento del Marsiglia che lo acquista per quasi 4 milioni di euro. È la stagione del definitivo salto di qualità: Drogba gioca e segna (19 in 35 partite) e si guadagna il premio di miglior giocatore del campionato francese e l’attenzione del mercato internazionale. Il Chelsea di Mourinho lo pagherà 36 milioni di euro e alla corte di Abramovich rimarrà dal 2004 al 2012 e tornerà poi per la stagione 2014/15, segnando 104 reti totali. Vincerà al Chelsea una Champions, 4 FA Cup e 4 Premier League. Al termine della stagione 2011/12 Drogba passa allo Shanghai Shenhua, poi al Galatasaray ed infine, oltre alla parentesi del ritorno al Chelsea, ai Montreal Impact, sua attuale squadra. Senza mai smettere di segnare: 8 gol in Cina, 15 in Turchia e 11 in 11 partite in Canada.

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Fuori dal campo- Il legame forte fra Drogba e la Costa d’Avorio è emerso più volte. Limitandosi al puro fattore sportivo, come sempre parlano per lui i numeri: 104 presenze e 63 gol che l’hanno reso il giocatore più prolifico della storia della nazionale ivoriana. Andando oltre al campo, ci sono due episodi che dimostrano questo legame indissolubile. Nel 2006 la Costa d’Avorio si qualifica per i mondiali in Germania. Nello stesso periodo il paese africano è ancora sconvolto dalla guerra civile che continua ormai da 5 anni. Drogba, intervistato negli spogliatoi al termine della sfida con il Sudan, dice: “Deponete le armi, organizzate le elezioni, tutto andrà per il meglio”. Una scelta forte che apre un’improvvisa finestra di dialogo fra le parti in guerra e che porta alle elezioni del 2007 (al termine delle quali purtroppo la guerra ricomincerà).
Allo stesso tempo, negli anni, Drogba ha portato avanti vari progetti di beneficenza con la sua Fondazione. Su tutti, la costruzione di un ospedale proprio ad Abidjan, finanziato con i soldi della sua campagna pubblicitaria per Pepsi. Le sue iniziative gli sono valse il titolo di Goodwill Ambassador da parte della Nazioni Unite ed un posto nelle 100 persone più influenti al mondo nel 2010 secondo la rivista Time.

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