Tutto il mondo è paese: Tevez a cena con gli ultrà pregiudicati (FOTO)

Pubblicato il autore: Eugenio Usai Segui

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Il mondo degli ultras è spesso popolato da persone violente con tanto di procedure penali a loro carico che dovrebbero stare fuori dal mondo del Calcio e ancor di più dai calciatori, i quali a volte sono minacciati da tali delinquenti. Tra gli esempi classici di chi non dovrebbe frequentare codesti “galantuomini” c’è il “Pibe de Oro” Diego Armando Maradona, che ai tempi del Napoli frequentava feste private con eminenti membri della Camorra; in tono minore, Paolo di Canio è il suo legame con gli ultras della Lazio spiattellato con il saluto romano rivolto alla curva nord dopo una partita contro la Juventus e dall’altra parte Cristiano Lucarelli, che mostrò il pugno chiuso verso i tifosi livornesi. L’ultimo pericoloso incontro è saltato fuori tramite una fotografia risalente al dicembre scorso. Una foto che a vederla sembrerebbe innocua, in cui mostra un contento Carlitos Tevez che si trova in un ristorante di Buenos Aires a festeggiare con gli amici l’imminenza delle feste natalizie e la doppia vittoria del Boca Juniors in campionato e Copa Argentina. Peccato che gli amici di Carlitos, sono il genere di compagnia che non si dovrebbe frequentare, la tipica gentaglia che i nostri genitori consigliano di evitare. Nell’immagine, vicino a Tevez, sono immortalati i capi della tifoseria del Boca Rafael di Zeo, Mauro Martin, Maximiliano Oetinger e Mariano Gil: Di Zeo e Martin hanno scontato una condanna per tentato omicidio, percosse, minacce ed estorsione, gli altri due sono in attesa di giudizio per rapina a mano armata, sequestro di persona e assalto a portavalori; al loro confronto Genny “La Carogna” è un agnellino.
Polemiche e critiche verso Tevez prevedibili. Logicamente un giocatore così in vista e tanto amato dal pubblico non può commettere leggerezze del genere, esso deve dare il giusto esempio per i suoi ammiratori, e questo non è per niente il giusto modo di farlo, senza contare che l’affermata carriera del calciatore dovrebbe servire a interrompere o non far nascere certe amicizie. Si sa che il giocatore argentino è sensibile nei confronti dei luoghi poveri dove è cresciuto e ci ricordiamo delle sue dediche ai quartieri degradati argentini (i famosi Barrios) ad ogni gol segnato, ma finché si tratta di porre attenzione alla situazione misera e ai problemi in cui versano i cittadini di quelle zone, va bene, ma non va bene condividere tavolate e brindare con persone che appestano e ne contribuiscono l’aumento di criminalità.

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