We Love Football: semifinali

Pubblicato il autore: andrea nervuti Segui

bocciaSiamo giunti alle semifinali del torneo We Love Football e nello scenario storico del Dall’Ara non è più tempo di calcoli.

La tribuna è affollata e mentre la terza torre di Bologna(Kenneth Andersson) viene intervistato dalla tv locale, tutte le squadre prendono posto a sedere. Tutte quante tranne le italiane eliminate, che poco professionalmente hanno già abbandonato la città. Peggio per loro.

Torino v. Atletico Madrid  1-3.

Partenza contratta, match sporco e ragazzi probabilmente un pelino emozionati. Ci sta.

Il Toro sembra inizialmente più frizzante anche se non da mai l’idea di poter schiodare il tabellone dallo zero a zero. Nell’Atletico spicca l’indubbio estro del trequartista Victor e la prepotenza fisica dell’esterno Wilfred Teguia.  Tuttavia nessuno dei due club trova il bandolo della matassa e ci si deve accontentare di uno scialbo primo tempo.

La ripresa è tutto il contrario. Nemmeno il tempo di un caffè ed ecco che i colchoneros ne segnano due nel giro di cinque minuti. Prima il difensore centrale Anas (quello che arava il campo di Corticella con rinvii inverecondi)  sblocca in mischia il discorso, poi una punizione ancestrale del furente Wilfred Teguia arrotonda il punteggio.
Un dirigente dell’Ajax attardatosi al bar mi chiede il risultato; alla risposta “ Madrid two, Torino nil” sembra sbiancare.

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I granata sono in bambola. Gli spagnoli invece  bravissimi a metter subito in ghiacciaia il risultato: contropiede corale, scambio veloce al limite dell’area, velo futuristico di Navarro e sassata furente di Victor. Tre a zero. Fine delle trasmissioni.

Per tradizione però, un minimo di cuore il toro dovrà pur mettercelo e grazie ad un comodo tap-in di Masoello ritorna in partita. Il finale è un assalto alla baionetta piemontese, per la verità più orgoglioso che organizzato. Le occasioni per rimetter in discussine l’accesso in finale ci sarebbero, ma lucidità e precisione lasciano spazio ai ripianti.

In finale ci va l’Atletico Madrid.

Paok v. Italia B Under 15   1-0.

C’è molta attesa per vedere all’opera questo Paok reduce da un girone da urlo, ma pronti via è l’Italia a divorarsi il pranzo di Pasqua e forse anche il cenone di Natale.

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Giofrè calcia incredibilmente fuori dopo un colossale errore in uscita del portiere greco. Subito dopo è Fonseca a trangugiarsi una palla gol mastodontica a distanza ravvicinata. Quasi incredibile.

Un nobil signore seduto sotto di me, ricorda a tutti la vecchia regola non scritta del calcio: gol sbagliato – gol subito.  Taac, puntuale come le tasse arriva il vantaggio ellenico grazie ad un mancino piuttosto potente del galoppante Boumbas.
Ora, che i bianconeri di Salonicco fossero talentuosi lo sospettavo (avendo decapitato Ajax, Atalanta e Juventus) ma che fossero anche cosi maturi nel gestire la situazione, non potevo proprio immaginarlo. Per tutto il secondo tempo tengono a bada gli italici con un palleggio brillante e ben organizzato. Non buttano mai la palla lunga e prediligono il gioco a terra. Gli azzurrini – visibilmente più stanchi- restano in partita fino all’ultimo senza mai trovare il guizzo decisivo.

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Per la truppa di Piscedda è stato comunque un torneo al di sopra delle aspettative, e se fossero stati più cinici ad inizio partita probabilmente a quest’ora ci sarebbero loro in finale al posto dei ragazzi di Alexiadis.

Finale.
h. 11. Atletico Madrid v. Paok

Arbitrerà Rizzoli e direi che non si poteva chiedere di meglio per il galà conclusivo di questo splendido torneo.

A Domani.

Andrea Nervuti

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