Yusupha Yaffa, nato troppe volte, ora rischia l’espulsione

Pubblicato il autore: Daniela Segui

Yusupha-YaffaSecondo l’anagrafe sarebbe nato tre volte e la sua età non è ancora del tutto compresa: stiamo parlando di Yusupha Yaffa, ex giocatore del Cuneo, poi entrato nell’Inter, infine nel Milan e che ora si trova in Germania con la maglia della squadra Duisburg. La sua è una storia fin troppo controversa. Proveniente dall’Africa nel 2002 con un passaporto che annoverava la sua età a sedici anni, nel 2009 aveva invece con identici documenti validi, ne aveva ben 13! Un ringiovanimento impossibile è altrettanto difficile da decifrare; il giocatore rischia adesso una condanna penale per falso. La procura di Cuneo allo scopo sta ancora indagando sul caso anche se, secondo l’ anagrafe africana Yaffa risulterebbe coerentemente nato nel 1996. Non è la prima volta che nella storia del calcio accadono fatti del genere. Non dimentichiamoci che in Africa l’anagrafe per certi poverissimi risulta addirittura un lusso se non una cosa impossibile. Parecchi minori non vengono dichiarati, in tantissimi muoiono senza nemmeno avere raggiunto il primo anno di età causa malattie o troppa povertà. Eppure in Europa giovani talenti provenienti dal paese più caldo del mondo, hanno “sfondato” nel gioco del pallone. Da non dimenticare lo storico Pelè, grande calciatore di fama internazionale, di cui per anni non si è saputa con certezza la sua vera età. Casi del genere, stranieri che sono giunti a gareggiare per una rinomata squadra di calcio con un’età non proprio vera,  sono capitati anche nella nostra Italia: Eriberto aveva 22 anni quando fu “acquistato” dal bel Paese, eppure in brevissimo tempo cambiò anagrafe e età trasformandosi in Luciano di anni 27. Ancora Joseph Minala, fatto ancora più eclatante, che all’anagrafe risulta avere soli 19 anni di età, ma che in fotografia ne dimostra almeno 35! Insomma un losco gioco di cambi e scambi di età che al gioco del calcio risulta favorevole e sfavorevole nello stesso tempo. Per il primo punto, il vantaggio è tutto dei giocatori la cui differenza di età dai 20 ai 30 conta tantissimi in questo sport. In merito al secondo punto, lo svantaggio è tutto nella lealtà della disciplina secondo cui il soggetto farebbe un vero e proprio imbroglio ai danni delle regole. Per questo Yusupha ora, pur essendo in Germania, risulta ancora indagato e rischia una condanna penale che significherebbe per lui non solo rivelare un’età superiore a quella dichiarata, ma anche l’ espulsione a vita dal gioco che tanto ama. Non toccare mai più un pallone, per lo meno non per una squadra, sarebbe di certo per lui una condanna ben peggiore che avere la fedina penale sporca. E il campione, nonostante il suo talento, rischia proprio di vedere distrutto il sogno per cui è nato e risorto più volte. D’altra parte la disciplina calcistica, come quella di qualsivoglia sport, premia non solo la bravura, ma anche l’ onestà in questo senso. Anche se il giocatore proviene da un villaggio povero e la sua passione è stata un sicuro tentativo di mostrare al mondo la sua bravura e nel contempo evadere da un destino di miseria, questo non lo autorizzava a raggirare i suoi acquirenti e tutti quelli che hanno creduto nella sua buona fede. Su di lui pende ancora la condanna…. la sentenza tuttavia, non è stata ancora emessa.

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