36.ma Serie A, Udinese Torino 1-5: le voci dei protagonisti

Pubblicato il autore: Andrea Pertile Segui
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UDINE – La trentaseiesima giornata di Serie A si apre con l’anticipo di Udine tra Udinese-Torino, finito con il risultato di 1-5 per i granata. Squadra di Di Canio fischiata dai suoi tifosi, dopo una partita dominata interamente dai granata.Udinese Torino 1-5, le voci dei protagonisti

GIGI DE CANIO, ALLENATORE UDINESE: “QUESTA GARA SERVA DA LEZIONE” – Le parole del tecnico dell’Udinese a Sky Sport: “La difesa e la squadra non mi hanno tradito, ci siamo però sciolti troppo presto dopo il gol del Torino. I tifosi? Hanno fatto la loro parte, noi no. Il mio timore che questa gara fosse troppo carica di significati e di importanza, si è rivelato pericoloso. Sono stato purtroppo buon profeta. Futuro? Non so se questa gara cambi qualcosa, dovreste chiede a Pozzo. Io cerco di fare del mio meglio, i conti si faranno alla fine. Però ora penso a concludere nel migliore dei modi il campionato, per il futuro si vedrà. Salvezza? Meglio subito, è quello che pensavamo anche oggi… Vediamo domani cosa accade, il margine però è buono indipendentemente da quel che accadrà domani. Questa gara serva da lezione, dobbiamo lottare sempre fino alla fine”.

GIAMPIERO VENTURA: “ABBIAMO GIOCATO UN BUON CALCIO”: Le parole del tecnico granata: “Abbiamo fatto una buona partita, giocando con grande correttezza. Avevamo voglia di giocare, di fare calcio. La gara dell’andata è stata l’inizio del rammarico, tante cose potevano essere diverse e tutto è partito dalla sfida con l’Udinese. Dovevamo dare l’immagine di una squadra che si diverte e può divertire giocando a calcio. L’Udinese, andando sotto di due gol, è andata in crisi, è stato più facile lì. Auguro all’Udinese, a cui sono legato in particolare a Pozzo, di fare velocemente i punti salvezza. Giovani? Abbiamo ’94, ’95 e pure dei ’97 oggi. Fa parte del discorso fatto più volte: programmazione è investimento nei giovani. Martinez lo abbiamo aspettato tanto e sta prendendo coscienza per emergere nel campionato italiano. Serve lavorare per migliorarsi e volerlo fare, oggi ha fatto un altro passo avanti. C’è chi impiega più tempo. Oggi 9/11 erano giovanissimi in campo, è la conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Futuro? Dipende cosa significa lo striscione ‘arrivederci’. Se rappresenta il 5%, ha un valore diverso rispetto al 95%. Quello che conta è il cuore toro che vivi ogni giorno. Non conta Ventura, non conta Martinez, quel che conta è il Torino e cosa si deve fare per riportarlo dove deve stare ovvero ai confini o dentro l’Europa. O fai grandi investimenti o programmazione e tramite questa vorremmo una squadra giovane e competitiva in uno-due anni con la società più sana d’Italia”.

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