Abodi, era proprio il caso?

Pubblicato il autore: Alessandro Legnazzi Segui

Conoscendo il carattere di Ivan Juric, viene da pensare che il tecnico croato non cambierà l’idea che ha esposto a chiare lettere dopo la storica promozione col il Crotone. “Nelle prossime tre partite decideranno i miei calciatori se giocarle con intensità o meno: se vorranno loro, ci alleneremo forte”. Tutto chiaro, Juric propone pro tempore una sorta di democrazia corinthiana ma non ha un rivoluzionario come Socrates capace di sostenerlo ideologicamente.

L’idea di Juric è buona e sorretta da una motivazione inconfutabile: “Questi ragazzi hanno dato tutti qualcosa di più delle loro capacità, li ho spremuti fino alla fine: se facessi ancora il duro otterrei l’effetto mentale contrario”. I festeggiamenti a Modena e Crotone proseguono senza freni, la società calabrese è per la prima volta in Serie A e gran parte del merito è proprio dell’ex centrocampista muscolare del Genoa. Da questo punto di vista Juric assomiglia ad Antonio Conte, un allenatore verace che prepara meticolosamente le partite: raramente i calciatori scendono in campo senza sapere cosa fare.

Serie B

Le parole di Juric, tuttavia, non sono state accolte con il dovuto modo dal presidente di Serie B, Andrea Abodi: “Consiglio al tecnico del Crotone di riascoltarsi a mente fredda, gli concedo il beneficio dell’ebbrezza ma queste parole devono essere analizzate dalla giustizia sportiva”. Il club pitagorico non ha ancora riposto con un comunicato ufficiale, probabilmente lascerà quietare le acque, metabolizzare il fantastico risultato raggiunto e poi risponderà a tono.

Fino a che punto un’istituzione sportiva può ingerire nella gestione tecnica di un allenatore? Se le cose dovessero essere procedere con normalità, in un sistema calcio italiano che gira al contrario, Abodi avrebbe dovuto evitare d’intromettersi negli affari del Crotone. La lotta salvezza in Serie B non sarà messa a repentaglio dall’atteggiamento remissivo degli Squali di mister Juric. Può starne certo. I giocatori rossoblù hanno ricevuto un’indebita spinta emotiva da questo pungo istituzionale arrivato in tarda serata. Onorare il finale di stagione sarà il loro obiettivo, confutato da Abodi.

Ivan Juric
Se il presidente di Serie B, che ha distinto il suo mandato per lucidità, signorilità e modernità (Abodi è stato il primo presidente di una lega italiana a introdurre l’utilizzo dello spray per i calci piazzati, ad esempio), lo ritiene opportuno, dovrebbe essere lui stesso a chiedere scusa al Crotone. Salutare una compagine che ha stupito l’Italia con questa inutile polemica, conferma lo stato di salute generale del nostro calcio. Si parla troppo spesso di cose inutili, i problemi reali sono lasciati a macerare con un’esimia politica di laissaz-faire e poi tutti si stupiscono se il sistema non cambia.

Abodi è forse caduto nel suo primo errore diplomatico da quando ricopre la carica di presidente di Serie B. Dei germogli calcistici come il Crotone vanno coltivati, tutelati con il dovuto rispetto affinché un giorno possano competere stabilmente nella massima serie. Altrimenti i soliti teoreti dei “poteri forti” leveranno gli scudi anche contro di lei. Devono essere nuovamente loro i protagonisti del calcio? Oppure rendiamo il Crotone un esempio, con o senza democrazia corinthiana?

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