Amarcord anni 80: Roma-Napoli per lo scudetto, ma il pareggio fa felice la Juventus

Pubblicato il autore: Andrea Chiavacci Segui

roma-napoli
In attesa dello scontro diretto di domani in chiave champions  tra giallorossi e azzurri ricordiamo un precedente importante che valeva lo scudetto nella stagione 1980-81, con tanto di terzo incomodo. Roma-Napoli è una sfida che soprattutto negli anni 80 ha simboleggiato la voglia di rivalsa e di riscatto del centro sud nei confronti degli squadroni, o presunti tali, del nord.
Passa lo straniero. Proprio nell’estate del 1980 con la riapertura delle frontiere, che da ai club di Serie A la possibilità di tesserare almeno uno straniero, Roma e Napoli lanciano la loro sfida. I giallorossi del presidente Dino Viola e del maestro Nils Liedholm si assicurano le prestazioni del fuoriclasse brasiliano Paulo Roberto Falcao prelevato dall’Internacional di Porto Alegre. Il Napoli di Ferlaino e dell’emergente tecnico Rino Marchesi punta invece sull’esperienza di un pilastro dell’Ajax e della grande Olanda degli anni 70 come Ruud Krol. I due giocatori permettono un salto di qualità talmente grande che entrambe le squadre contendono lo scudetto alla Juventus e ai campioni d’Italia in carica dell’Inter.
In ballo c’è il primato. L’8 marzo 1981 l’Olimpico è strapieno con i giallorossi in testa alla classifica con 26 punti.  Un solo punto di vantaggio sugli azzurri e la Juventus e due sull’Inter. Per la squadra capitolina è anche l’occasione per riscattare il clamoroso 4-0 subito all’andata al San Paolo. Anche se i due assi esotici fanno la differenza le due squadre sono sorrette entrambe da un ottimo progetto made in Italy. Liedholm punta sulla velocità di Scarnecchia e a sorpresa schiera Pruzzo su Krol, che  di professione è diventato libero ma in pratica è il faro della squadra che ha nella classe eccentrica di flipper Damiani e nella velocità di Pellegrini due ottimi riferimenti sulle fasce. Al centro dell’attacco il baby Gaetano Musella (morirà a soli 53 anni il 30 settembre 2013) la sorpresa della stagione. La Roma, in maglia bianca, prova fin dall’inizio a fare la partita puntano su un centrocampo di qualità con Ancelotti e capitan Di Bartolomei e sulla freccia imprendibile che è Bruno Conti sulla destra. Il giaguaro Castellini deve respingere le conclusioni dalla distanza di Falcao e Scarnecchia mentre Tancredi viene solo impegnato da un cross di Pellegrini nel quale anticipa Musella con i pugni. C’è più Roma infatti Castellini neutralizza una rovesciata di Scarnecchia e Falcao chiede due volte il rigore per i contatti in area con Vinazzani e Ferrario ma l’arbitro Barbaresco lascia correre.
Botta e risposta. Quando però Krol riesce a liberarsi di Pruzzo diventa una minaccia. Al 42′ effettua un lancio millimetrico per Damiani che la mette al centro per Pellegrini, controllo di destro e colpo di testa finale finito di un nulla sul fondo. Anche nel secondo tema il tema non cambia ma la Roma al 50′ trova il pertugio giusto: Ancelotti vede uno splendido corridoio per Pruzzo, l’attaccante scatta sul filo del fuorigioco e mette la palla sotto la traversa. Il bomber festeggia con la rituale corsa sotto la curva sud in un Olimpico che esplode di gioia. Falcao si fa male e al suo posto Liedholm si tutela con Benetti. Scarnecchia ha la palla del raddoppio ma il Napoli con calma torna a farsi vedere. Al 72′ arriva il pari: Pellegrini calcia un diagonale da destra,  Tancredi respinge corto e Speggiorin è pronto ad appoggiare in rete. L’attaccante da poco subentrato a Musella fa esultare gli oltre 10mila napoletani che credono al primo scudetto. Il Napoli va vicino anche al raddoppio con Pellegrini, stavolta passato a sinistra, ma alla fine il pari è il risultato più giusto. Il pari forse accontenta tutti, anche la Juventus che batte 3-0 l’Ascoli e aggancia la Roma al comando. L’Inter invece viene superata in casa dalla Fiorentina e con la sconfitta di sette giorni dopo all’Olimpico in pratica abdica il titolo.
Tra i due litiganti gode la Juventus. La storia si ripete e alla fine Napoli e Roma si mangiano le mani per motivi opposti. Il Napoli perderà in casa contro il Perugia ultimo in classifica una gara rocambolesca e anche la Roma sciupa qualche occasione d’oro come in casa con la Fiorentina quando viene raggiunta da Daniel Bertoni sull’1-1 dopo l’illusorio vantaggio di Faccini. Entrambe le squadre devono affrontare la Juventus. La Roma impatta 0-0 al Comunale nello storico match del gol annullato a Turone mentre alla penultima  il Napoli ospita i bianconeri al San Paolo. Un’autorete di Guidetti condanna il Napoli e la squadra di Giovanni Trapattoni mantiene un punto di vantaggio sulla Roma che batte a fatica la Pistoiese grazie a un gol dell’indimenticabile Agostino Di Bartolomei. All’ultima di campionato la Roma pareggia ad Avellino e la Juventus festeggia lo scudetto numero 19 battendo la Fiorentina con un gol di Cabrini. Roma e Napoli devono accontentarsi dei gradini più bassi del podio. Parafrasando Gary Lineker il calcio è un gioco che si gioca in 11 per parte e alla fine vince sempre, o quasi, la Juventus. Purtroppo, o per fortuna, a secondo dei punti di vista.

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