Barcellona, quando il gioco si fa duro, Messi smette di giocare

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

lionel-messi-sits_1384704912Quelli appena trascorsi sono i 10 giorni peggiori della storia del Barcellona di Luis Enrique, che si sono conclusi con l’eliminazione dalla Champions League da parte di un Atletico Madrid che si mostrato complessivamente superiore ai campioni d’Europa in carica. TRE SCONFITTE IN DIECI GIORNI PER IL BARCELLONA. Prima la doppia sconfitta in campionato contro Real Madrid e Real Sociedad, poi l’eliminazione dalla Champions, tutto con un comune denominatore, un latitante Leo Messi. DOV’ERA MESSI? Il fuoriclasse argentino non è andato a segno nelle ultime quattro partire ufficiali del Barcellona, un’eternità, se si considera le sue medie realizzative abituali. Non è la prima volta che Messi sparisce negli appuntamenti decisivi, gli è già capitato nella finale mondiale contro la Germania nel 2014 o nella finale di Coppa America contro il Cile lo scorso anno. In maglia blaugrana anche nella finale di Champions League della scorsa stagione contro la Juventus il suo apporto era stato appena accettabile, Neymar e Suarez furono sicuramente più determinanti sul risultato finale. La Pulce di Rosario si esalta quando i compagni giocano al massimo, trascinandoli con il suo talento, ma nella partite “sporche” Messi tende a eclissarsi, quasi a intristirsi, non riuscendo a ribellarsi alla sorte avversa. Ci sarebbero mille spiegazioni, i viaggi con la nazionale, le marcature asfissianti degli avversari e un gioco del Barcellona a volte troppo prevedibile.MESSI IN CALO?  La verità è che forse il miglior Messi lo abbiamo già visto, quello delle finali contro il Manchester United del 2009 e del 2011, o quello capace di segnare 5 gol in una partita di Champions, come nel 2012 contro il Bayer Leverkusen. Messi sembrava aver trovato nuova linfa vitale dall’arrivo di Suarez, decentrandosi sulla destra, essendo così meno prevedibile per gli avversari sfruttando gli inserimenti dei compagni d’attacco o dei centrocampisti.

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RESTA LA LIGA. Sfumato il secondo Triplete consecutivo, ora al Barcellona resta da difendere il primo posto nella Liga dagli assalti di Real e Atletico, galvanizzate entrambe dal passaggio del turno in Champions League. Luis Enrique avrà bisogno di un Messi diverso da quello visto nelle ultime uscite del Barcellona, motivato, cattivo e determinato a conquistare l’ennesimo alloro della sua strepitosa carriera. Resta ancora irrisolto il dubbio se Messi sia veramente il più grande giocatore della storia del calcio, i suoi detrattori hanno trovato altre argomentazioni dopo la serata infausta del Vicente Calderon. MEGLIO LUI O MARADONA? Vincere le partite da solo o quasi è sempre molto, ma molto complicato nel calcio, soprattutto quello di oggi, ma un illustre connazionale di Messi ci riusciva spesso e volentieri, portava la maglia numero 10, del Napoli e della nazionale argentina, forse il vero marziano è stato solo lui.

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