Brocchi: “Con Bacca tutto ok, ci siamo chiariti ed è stato emozionante”

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

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Ecco la conferenza stampa di Cristian Brocchi alla vigilia di Verona-Milan, partita fondamentale per il mantenimento del sesto posto in classifica.

Su come si inserisce Menez nella sua concezione di calcio: “Secondo me, e non parlo di Jeremy in particolare ma parlo di giocatori solisti in generale, un conto è quando hai un gruppo forte e il gruppo forte in maniera automatica riesce a tirare dentro chi fa un po’ più di fatica, però questa cosa mi lascia un po’ perplesso. Io ho visto un Menez che c’è all’interno del gruppo, ride, scherza, parla è positivo. La speranza è che riesca a fare quello che gli ho chiesto. Se ci dovesse riuscire i compagni ne trarrebbero giovamento perchè la qualità è fuori discussione”.

Su Honda o Boateng trequartista: “E’ questione chi decido di far giocare in base alle caratteristiche dei tre di centrocampo. Ci saranno dei momenti in cui preferirò uno e momenti in cui preferirò l’altro”.

Sull’assenza di Bonaventura: “Per caratteristiche può rappresentare un valore aggiunto per noi. Per caratteristiche può darci tanto. L’ha dimostrato nella sua esperienza al Milan”.

Sulla partita di Bacca: “Mi aspetto da lui come da tutti una reazione d’orgoglio. Voglio una prova da squadra, che ci si aiuti nei momenti di difficoltà”.

Se può essere il cambio di preparazione a causare gli infortuni: “E’ statisticamente probabile, può incidere. La fortuna è che gli infortuni sono stati di lieve entità. Noi non abbiamo esasperato il lavoro atletico, pur inserendo esercitazioni nostre. Ne facciamo almeno la metà rispetto a come ho sempre fatto in questi anni”.

Sul modulo con il trequartista: “Gli unici che non hanno digerito questo cambio di sistema sono al di fuori dello spogliatoio e questa cosa mi sorprende. Dovrebbero essere i giocatori a dirmi che non si trovano bene, in realtà loro sono molto contenti. Sono fiduciosi e vogliosi di conoscere. Nessuno di loro ha mai portato alla luce questo problema. Siamo in un mondo dove ognuno può dire la sua. Nella mia concezione il trequartista fa da collante con il centrocampo e li valuto in base alle caratteristiche. E’ come uno scacchiere e tu a seconda delle caratteristiche scegli chi far giocare. Fuori può sembrare strano, ma per il mio modo di pensare è così”.

Sulle reazioni composte in panchina: “Probabilmente mi arrabbierò quando la squadra avrà appreso bene i concetti che ho in testa e magari qualcuno farà di testa sua. Ora è impossibile che sia così, abbiamo lavorato insieme solo 13 ore. Stiamo lavorando per accorciare i tempi, sono fiducioso”.

Sulla velocità: “Devi allenare questa cosa step by step. L’abbiamo allenato un pochino e domani penso di vedere qualcosa da questo punto di vista”.

Sul mestiere di allenatore: “Il mio unico pensiero è quello di fare il meglio possibile per i ragazzi che allenano. Anche gli adulti hanno bisogno di una guida”.

Sulle scuse di Bacca: “E’ stato importante quello che ci siamo detti nello spogliatoio. E’ stata una delle scene più emozionanti che ho vissuto sinora da allenatore. E’ qualcosa che cementa il gruppo”.

Su Bonaventura: “Mercoledì avrà un controllo e vedremo”.

Sull’approccio alla partita: “E’ un punto sicuramente su cui dobbiamo lavorare. E’ una squadra che ha bisogno di sicurezze e positività. E’ una squadra che deve capire che tutto quello che ti serve per affrontare una partita con il giusto atteggiamento deve venire dall’interno. Ogni singolo giocatore deve avere la fiamma accesa e voler essere protagonista. Sono dell’idea che loro la fiammella accesa ce l’abbiano ma non sono in grado di avvicinarla a quella del proprio compagno. La speranza è che tutte le fiammelle si uniscano per far diventare un unico incendio”.

Se ci sarà spazio per altri giovani: “Il progetto è un progetto che nasce dal basso e deve portare dei ragazzi pronti per giocare in prima squadra. Stiamo lavorando perchè il progetto arrivi anche sopra. Se avrò la fortuna e la bravura di rimanere anche qua l’anno prossimo verrà dato un seguito importante. Se dovesse arrivare un allenatore diverso con idee diverse è normale che il progetto si blocchi. Pensare a dei debutti in questo finale di stagione per dare dei contentini ai ragazzi non mi sembra una cosa giusta. Se scenderanno in campo sarà un merito”.

Se la squadra ha la testa sulla finale di Coppa Italia: “Non mi sembra. Hanno la testa sulla partita che sta per arrivare. Non riescono a vivere dei periodi lunghi di serenità. Ogni volta che cercano di fare qualcosa poi cadono. Adesso dobbiamo invertire la rotta e lavorare insieme per cercare di cambiare questa cosa. Non possiamo pensare ora alla finale di Coppa Italia. Quello sarà il culmine di un lavoro che è iniziato giorni fa”.

Su quale obiettivo si prefigge di raggiungere domani: “Nell’ora e mezza che abbiamo avuto a disposizione che abbiamo avuto a disposizione contro il Carpi il mio focus è stato sulla finalizzazione, spiegando ai giocatori cosa chiedo e come lo chiedo. E’ stata la mia priorità in questo allenamento. Se domani riescono a fare tutto quello che gli ho chiesto, allora son dei fenomeni, perchè ci vuole tanto lavoro prima che i concetti verranno interiorizzati. Sono vogliosi, sono dell’idea che mi daranno qualcosa in più domani”.

Sullo scarso numero di occasioni contro il Carpi e la poca qualità: “Sono dell’idea che squadre anche di livello inferiore riescano ad andare a concludere con maggiore frequenza avendo una conoscenza maggiore del pensiero del proprio allenatore. Come ho già detto tante volte, per me i giocatori che ci sono in rosa hanno la possibilità di fare molto di più di quello che hanno fatto. La rosa del Milan è quella che rappresento, io devo dargli qualcosa in modo che le loro caratteristiche possano emergere. Ho fatto un conto, fino ad ora ho lavorato sul campo 13 ore. Non possiamo avere la presunzione di aver già lavorato nel modo migliore possibile su tutte le aree. La cosa su cui abbiamo lavorato di più è quello di cercare di far capire ai giocatori che dobbiamo avere il pallone per il maggior tempo possibile. Poi andranno affinati i dettagli. Oggettivamente parlando qualcosina dal punto di vista del possesso palla si è vista, anche se è stato sterile. Ma se non inizi a giocare capendo che puoi stare in comando della partita non puoi arrivare allo step successivo. Fa parte del progetto. Sono contento di questo step iniziale”.

Sulla difficoltà di riuscire ad andare in vantaggio con le piccole nel girone d’andata: “E’ qualcosa sul quale stiamo lavorando dal punto di vista mentale, iniziando la partita con una grande aggressività per dare un segnale agli avversari e ai tifosi che ci guardano. E’ uno degli obiettivi che abbiamo. C’è bisogno di dare fiducia e certezze alla squadra. Abbiamo avuto poco tempo per lavorare in questi giorni su questo, ma abbiamo preso in mano anche questo aspetto”.

 

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